«Una disgrazia, condoglianze dalla Cassa»
Roncarati e il cordoglio di Caricento: era un giovane desideroso di fare bene, siamo costernati
CENTO. Giovanni Maran, padre di Davide, ha lavorato per una vita alla Cassa di Risparmio di Cento ed è andato in pensione poco tempo fa. Carlo Alberto Roncarati, presidente di Caricento, ha voluto fare sentire la vicinanza sua e di tutta la Cassa a lui e all’intera famiglia del giovane morto a Lubiana.
«È un dispiacere sempre grande quando un ragazzo con tutta la vita davanti se ne va. Davide poi era serio, diligente, desideroso di fare bene e non credo di esagerare se dico che questa scomparsa addolora la comunità tutta. Voglio esprimere - ha chiuso il presidente - le condoglianze più sentita alla famiglia da parte mia e di tutta la banca».
Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, Stefania Benvenuti, professoressa all’università di Modena e Reggio Emilia, aveva parlato del giovane Maran come di un ragazzo brillante e curioso. «L’ultima volta che ci siamo sentiti - aveva spiegato la docente - è stato il 23 marzo, per il suo compleanno, e circa dieci giorni prima mi aveva inviato una serie di articoli scientifici e mi ha parlato di ciò che faceva in Slovenia. A Lubiana frequentava un centro di ricerca di magistrale e questo master in fitochimica lo stava portando avanti contestualmente al percorso di laurea magistrale che, dopo la triennale a Modena, ha intrapreso a Milano».
La professoressa aveva anche sottolineato la preparazione di Maran; non era un ingenuo o impreparato. Aveva già viaggiato parecchio e conosceva bene l’inglese. «Ha sempre amato scoprire nuove realtà e conoscere ambienti e culture differenti. È appassionato di vegetali e viaggi», aveva aggiunto la Benvenuti.
Anche lei, in qui giorni a cavallo tra marzo e aprile (e anche dopo) era rimasta in attesa di notizie. Manteneva anche i contatti con altri studenti che chiedevano eventuali sviluppi della vicenda.
Dopo mesi di silenzio e calma, solo apparente perché le indagini e le ricerche sono continuate anche “sotto traccia”, il ritrovamento del cadavere, i timori, le paure, i sospetti e infine la conferma; il corpo era quello del 26enne centese. «Una tragedia, un vuoto incolmabile - aveva detto a caldo Fabrizio Toselli, sindaco di Cento - Intorno alla famiglia l’intera comunità si stringe in un affettuoso abbraccio».
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