Argenta in prima fila nel sostegno alla lotta ai tumori
ARGENTA. Scienza, arte e cultura del cibo sono espressioni in grado di contaminarsi, intersecarsi, nutrirsi a vicenda. È con questo spirito che nei giorni scorsi si è tenuta una cena benefica...
ARGENTA. Scienza, arte e cultura del cibo sono espressioni in grado di contaminarsi, intersecarsi, nutrirsi a vicenda. È con questo spirito che nei giorni scorsi si è tenuta una cena benefica organizzata dalla sezione argentana dell’Istituto Ramazzini presieduta dalla instancabile Denis Foligatti. Un’iniziativa che ha riscosso un ottimo successo partecipativo e organizzativo presso il ristorante Fm di Faenza. L’occasione ha permesso di ricordare le finalità di questo istituto impegnato da oltre 30 anni nella lotta contro il cancro. Un centro di ricerca divenuto polo di eccellenza a livello internazionale, situato nel castello di Bentivoglio, nel Bolognese, che ha studiato fino ad ora, dal punto di vista tossicologico e oncologico, oltre 200 agenti chimici. Il suo valore aggiunto è l’essere indipendente, estraneo a qualsiasi conflitto di interessi. Una realtà che si finanzia con raccolta fondi operata dai soci, con il 5 per mille, le donazioni oltre all’importante fonte di autofinanziamento rappresentata dai due poliambulatori di Bologna e Ozzano Emilia, attivi nella diagnosi precoce dei tumori, screening e consulenza oncologica. «È stata una bellissima serata – racconta la presidente Denis Foligatti – utile per la raccolta fondi per l’istituto Ramazzini ed un omaggio a Cesare Maltoni, suo fondatore e faentino di nascita. Visto il risultato è importante per me ringraziare alcune persone: Daniela e Mario Galassi per aver organizzato la cena nei particolari; Lisa e Fabrizio Mantovani per la qualità della cena e per averci ospitato all’interno del loro bellissimo ristorante. La mia riconoscenza va poi a Daniele Mandrioli, coordinatore dell’attività di ricerca d’istituto e al sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi per il loro intervento. Sono grata a tutti coloro che hanno partecipato e a Dario Lusa per averci allietato con la sua musica». (g.c.)
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