I profughi arriveranno ma Runco non si arrende
Ieri mattina l’incontro tra gli amministratori, le forze dell’ordine e il Prefetto L’amministrazione di Porto: «La coop deve illustrare il piano nei dettagli»
RUNCO. I tredici richiedenti asilo verranno ospitati a Runco. È quanto confermato dal Prefetto Michele Campanaro ieri mattina a Ferrara dopo quasi tre ore di confronto tra tutti glia amministratori di Portomaggiore, le forze dell’ordine e i rappresentanti di diverse realtà che si occupano di immigrazione.
Il sindaco Nicola Minarelli ha la faccia tirata, la situazione che si trova a gestire non è certo facile e la preoccupazione è alimentata dalla impossibilità di decidere autonomamente. Il motivo? La cooperativa “Un mondo di gioia” di Monselice si è qualificata seconda nell’ultima gara pubblica bandita da Asp e può quindi iniziare l’accoglienza nell’edificio individuato al centro della piccola frazione. Adesso sì, tutti hanno le mani legate. Forse ci si poteva pensare qualche mese fa, forse dei paletti andrebbero messi a monte, fatto sta che nei prossimi giorni i cancelli potranno solo aprirsi.
A dimostrazione di quanto la situazione preoccupi, il fatto che tutti i capogruppo delle diverse forze politiche abbiano questa volta fatto fronte comune, pronti a sostenere le ragioni dei cittadini e a dare man forte al sindaco. Da destra a sinistra la voce è una sola: in una frazione così piccola ospitare altre tredici persone e trovarsi dunque a condividere la quotidianità con diciannove ospiti (sei profughi sono già a Runco) vuol dire creare disagi. «Il Prefetto ha spiegato che al contrario di quanto si possa pensare la provincia di Ferrara ha avuto un calo drastico di richieste di ospitalità – dice il primo cittadino – Il punto è che il bando è stato fatto l’anno scorso e di conseguenza il soggetto che lo ha vinto può e vuole ospitare il numero di persone indicato nel luogo indicato. E lo può fare perché la proceduta è corretta».
E quindi? Cosa possono fare le amministrazioni e i cittadini che si trovano davanti a decisioni già definitive? «Purtroppo niente. E lo dico con il cuore in mano - fa eco l’assessore Alessandro Vacchi - Domani sera (oggi, ndr) abbiamo convocato un altro incontro con tutti i capigruppo e decideremo le linee da seguire. Il Prefetto Campanaro e le forze dell’ordine ci hanno assicurato la massima attenzione e la cooperativa dovrà fornire tutta la documentazione circa il percorso e le tappe. Il monitoraggio di queste persone sarà continuo. Io al momento di più non posso fare, e mi dispiace perché resto convinto del fatto che i sindaci debbano invece avere voce in capitolo considerato che il nostro ruolo è proprio quello di fare in qualche modo da tramite».
La voce di Giovanni Tavassi, uomo di sinistra e che per l’accoglienza si è sempre battuto, in questo caso è particolarmente significativa: «Accogliere non significa individuare un immobile metterci delle persone dentro – sostiene il consigliere – così si fomenta solo l’odio e la paura. Ogni cosa va studiata e valutata. Runco è una frazione con un numero bassissimo di abitanti e diciannove persone straniere che ancora non lavorano e non hanno quindi una vita “autonoma” significa creare disordini, c’è poco da girarci intorno. E poi sono tutti uomini, non famiglie con bambini. In una grande città sarebbe diverso, qui la convivenza diventa forzata e non guidata». Non solo, «Ho chiesto la nazionalità di questa gente, se chi li ospita è consapevole anche del fatto che mettere insieme etnie diverse provenienti da Paesi dove le guerre sono in atto significa già di base creare confusione. Cosa mangiano? Cosa fanno? Chi sono le persone che arriveranno? I cittadini devono a questo punto sapere». Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Roberto Badolato: «Una cooperativa vince un appalto e tredici persone richiedenti asilo arrivano qui. Non in una città: a Runco, dove ci sono tre case e due punti di aggregazione. E i cittadini dovrebbero stare in silenzio? Anche no. Andremo avanti nella protesta perché non possono decidere altri, noi amministratori e il sindaco in primo luogo devono avere voce in capitolo. Il sindaco deve essere ascoltato». «Altrove hanno fatto barricate e hanno vinto. Noi abbiamo sempre dimostrato la massima disponibilità nell’accoglienza e questa è la riposta».
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