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Elezioni 2019, Pd incalzato dal “partito dei sindaci”

Elezioni 2019, Pd incalzato dal “partito dei sindaci”

Pizzarotti domani in città: dem superati, serve un nuovo argine per la destra Il segretario Vitellio: andrò a sentirli. E intanto apre a civici e associazioni 

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La corsa, in salita, del centro sinistra allargato, o come sarà la sua denominazione e collocazione politica dopo i sommovimenti di queste settimane, parte domani pomeriggio dalla Camera di commercio. Alle 18 il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, toglierà i veli del partito dei sindaci, la lista civica nazionale chiamata “Italia in Comune”, affiancato dai primi cittadini di Comacchio, Marco Fabbri e di Cento, Fabrizio Toselli, e di Paolo Orsatti, referente della lista civica Ferrara concreta, che a Palazzo municipale conta l’assessore Roberto Serra e il consigliere Alberto Bova. Questa lista, stando alle premesse diffuse ieri da Pizzarotti, si candida ad un ruolo di «argine contro la deriva lato destra e di quello che rimarrà del M5s dopo questo governo», “sposa” la linea del superamento del Pd lanciata nel partito dall’ex ministro Calenda e, in sostanza, si muove sullo stesso terreno dem: in accordo oppure in concorrenza, questo ancora non si è capito: «Non è escluso il dialogo con altri: né di appoggiare un candidato, né che altri appoggino il nostro», ha detto Pizzarotti.

La scelta di presentare la lista a Ferrara non è evidentemente casuale, visto che non solo alcuni sindaci del territorio sono stati tra i fondatori dell’iniziativa, ma qui si muove appunto una civica che intende giocare un ruolo di primo piano negli scenari del 2019. È proprio Orsatti a ricordare, in questi giorni, che loro si sono costituiti per appoggiare la candidatura Tagliani, non il centro sinistra.

E il Pd che fa? «Andrò a vedere con interesse questa presentazione - annuncia il segretario provinciale Luigi Vitellio - Voglio capire qual è la linea politica, mi sembra che a livello europeo stiano guardando a Varufakis...». Il partito sembra ancora sotto choc anche a livello locale, dopo lo scoppole dei ballottaggi a partire da Imola, tanto che nemmeno in Consiglio comunale, l’altro pomeriggio, qualcuno ha “osato” toccare in chiacchierate informali la questione del futuro del partito. Il radicale Mario Zamorani, però, ha dichiarato di aver congelato la procedura per le primarie del centro sinistra dopo contatti con i vertici dem, «so che vogliono rilanciare il tema della partecipazione». Al momento, il programma di Vitellio prevede «un incontro con tutte le forze politiche interessate ad un’alleanza, a partire da quelle dell’attuale maggioranza comunale. È un tavolo necessariamente aperto alle forze civiche e alle associazioni, lo faremo trovare sgombro di accordi o pre-condizioni, proprio perché intendiamo aprire un confronto vero». L’arco temporale di questo confronto, dal quale dovranno uscire i contorni della coalizione di centro sinistra per il 2019, «è l’estate», sillaba Vitellio.

Coincide più o meno con i «tre-quattro mesi» che il segretario regionale Paolo Calvano suggerisce al partito di sfruttare «per dare una guida al Pd, attraverso nuovi congressi da svolgere a tutti i livelli (per quello regionale si tratterebbe di anticipare di un anno la scadenza naturale). Non dobbiamo rinunciare alla battaglia culturale contro Lega-M5s che resteranno per un po’ in luna di miele con gli elettori, nè di cercare di allargare il più possibile il campo del Pd, ma l’esigenza di un leader che parli come voce unica è per me primaria». Congresso in autunno, dunque, e Vitellio vorrebbe arrivarci con un progetto 2019 credibile.

Stefano Ciervo

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