L’Emilia richiama il Veneto «Il Parco unico è da fare»
Comacchio, l’incontro tra amministratori a sud del Po per accelerare il procedimento «Ci devono dire se hanno intenzione di portare a compimento il cammino»
COMACCHIO . Parte dalla laguna, cuore del Parco del Delta del Po, un appello accorato agli amministratori veneti, per tirare finalmente le somme del percorso di istituzione del parco unico. «Senza celarsi in commedie in 5 atti, tutti gli attori devono dire se vogliono portare a compimento il cammino intrapreso – ha dichiarato ieri mattina alla Manifattura dei Marinati, il presidente dell’ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, Marco Fabbri, sindaco di Comacchio, durante la presentazione della bozza di istituzione del nuovo ente - Dall’altra sponda del Po tutto tace. L’istituzione del Parco interregionale ha bisogno di risposte celeri – ha aggiunto Fabbri – Capiamo che ci sono difficoltà perché il parco Veneto è commissariato, ma siamo disposti a risolverle insieme».
Definendo il percorso avviato «un laboratorio comunitario» , Fabbri ha poi rilevato come la spinta sull’acceleratore sia inevitabile, in vista delle due imminenti scadenze di mandato, quella della regione Emilia Romagna (primavera 2019) e quella della regione Veneto (a fine 2020). A più riprese è stato posto l’accento su una discussione ultratrentennale, finalizzata ad azzerare i confini geografici ed amministrativi, ancora tuttavia non concretizzata. La bozza presentata ieri mattina anche agli skateholders (associazioni di categoria, associazioni ambientaliste, operatori turistici), attende «di essere migliorata con osservazioni ed emendamenti», ma entro l’autunno si punta a fare la quadra. Per Mauro Venturi, presidente della Comunità dei sindaci, «il ruolo degli amministratori locali è quello di sollecitare. Il Parco non è solo qualcosa da tutelare – ha aggiunto Venturi, che è anche sindaco di Alfonsine –, ma è fortemente antropizzato e caratterizzato dalla presenza di tante attività. Si parla di aree vaste. È importante che questo venga recepito. Con il nuovo statuto, la comunità del Parco diventerà l’assemblea del nuovo ente».
Ricordando i tre anni di lavoro svolto, sin dal riconoscimento a riserva della biosfera Mab Unesco, la consigliera regionale Marcella Zappaterra, (con delega Mab Unesco), ha incentrato il suo intervento sulla «rete che è nata dapprima con il tavolo di coordinamento delle riserve, che ora ci vede nella rete europea delle riserve della Biosfera” sia sul “ruolo non scontato dei giovani di My Delta, gruppo nato sull’esperienza del forum mondiale dello scorso anno». Invocando il superamento dei diversi modelli e degli steccati amministrativi tra le due sponde del Po, Zappaterra ha osservato che «i veneti sono molto più indietro di noi rispetto alla discussione, ma ora più che mai sono consapevoli che è necessaria una svolta. Il testo presentato vuole essere un punto di partenza, una bozza di lavoro». Ottobre è il termine assegnato per chiudere la discussione della bozza, in modo tale da arrivare entro la fine dei due mandati regionali all’istituzione degli organi del nuovo parco unico. La bozza illustrata ieri mattina prevede che accanto all’organo monocratico del Presidente operino il CdA, l’assemblea del Parco ed il collegio dei revisori. (k.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
