La Nuova Ferrara

Ferrara

quattro i progetti ferraresi 

«La Regione propaganda il gender»

La Lega attacca i finanziamenti contro la discriminazione di genere   

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Si scrive “lotta alla discriminazioni di genere”, ma la Lega ci legge “propaganda dell’ideologia gender”. Tutto parte dall’iniziativa della Regione, che per il 2018 ha stanziato circa un milione di euro in favore di progetti in favore delle pari opportunità e per contrastare le discriminazioni .

L’altolà, come detto, arriva dalla Lega, secondo cui, le attività finanziate, sono «in realtà, molto spesso capaci di incidere, in modo ideologico, sull’educazione sessuale dei bambini in età scolare - dice in un’interrogazione il consigliere regionale Stefano Bargi -. Ovviamente, come prassi della sinistra, senza consultare minimamente le famiglie. Una scelta non consona ad un ente pubblico che dovrebbe mantenere la neutralità su temi sensibili e di grande impatto sociale o perlomeno avere la bontà di consultare le famiglie su questioni educative di primaria importanza».

Dei 44 progetti finanziati quattro sono ferraresi. Quello del Centro Donna Giustizia di Ferrara (intitolato “Rompiamo il silenzio: percorsi educativi e formativi di prevenzione alla violenza sulle donne”) è quarto in graduatoria, con assegnazione di 60mila euro; poi ci sono le proposte del Comune di Argenta (“A proposito di genere: essere umani, vivere insieme”, 58.312,50 euro), del Comune di Comacchio (“Opportunità condivise alla pari”, 12mila euro) e dell’Udi (“Che fare quando non sai cosa fare? Identità e diritti nelle differenze”, 3.800 euro).

«Sono gli argomenti a destare perplessità - aggiunge Bargi, che chiede il coinvolgimento delle famiglie -. Molte attività coinvolgono anche la popolazione in età scolastica, in alcuni casi bambini dai 6 ai 9 anni, proponendo modelli alternativi all’unione uomo-donna e alla famiglia tradizionale, con evidenti ripercussioni sull’educazione sessuale impartita agli studenti». (f.t.)



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