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oggi in tribunale sei imputati  

Lavori pagati e mai eseguiti Tar boccia il ricorso della Far

Lavori pagati e mai eseguiti Tar boccia il ricorso della Far

Fu tra i primi ad incassare le famose “cambiali Errani”, fondi regionali del dopo terremoto 2012 decisi dal commissario per la ricostruzione di allora, appunto Vasco Errani. Gianluca Alberghini,...

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Fu tra i primi ad incassare le famose “cambiali Errani”, fondi regionali del dopo terremoto 2012 decisi dal commissario per la ricostruzione di allora, appunto Vasco Errani. Gianluca Alberghini, imprenditore della Far di Dosso S. Agostino, fu il primo in provincia ad ottenere i contributi per ricostruire i capannoni lesionati dalle scosse: ma una parte di questi contributi è stata ritenuta non dovuta, ed ora Alberghini ed altri 5 imprenditori sono a processo in tribunale, qui a Ferrara, per reati dalla truffa aggravata, false fatture e riciclaggio. Il processo riparte proprio stamane, davanti ai giudici (altro rinvio per lo sciopero), ma al tempo stesso Alberghini e la sua azienda Far si ritrovano in mezzo alla guerra di carta nei tribunali, perchè dopo aver subito la revoca totale dei finanziamenti (le “cambiali Errani” per 1 milione 962mila euro, bloccate dopo la verifica della Regione) ha fatto ricorso al Tar del Lazio, e qui i giudici gli hanno dato torto, bocciando la sua richiesta anche di danni per 4 milioni di euro. I giudici hanno valutato in modo attento tutte le conclusioni cui sono giunti i tecnici e gli ispettori della Regione che dopo un attenta verifica, pur avendo erogato in un primo momento i contributi, ne ha chiesto al revoca totale: anche perchè in parte dovuti, in quanto l’azienda è stata sì danneggiata ma poi vi sarebbero stati i presunti illeciti dei furbetti di turno. «Sono emerse numerose anomalie per i fornitori dell’azienda sui beni che il beneficiario diceva esser stati danneggiati dal sisma», scrive la Regione. I giudici del Tar di Roma, nella motivazione con cui bocciano il ricorso della Far, spiegano che «visto il contesto complesso e tenuto conto del necessario rigore sulla erogazione di contributi pubblici, in merito all’esame delle domande e alle valutazioni sull’effettivo e provato possesso dei requisiti da parte dei richiedenti gli aiuti, che la revoca della Regione sia pienamente legittima con conseguente bocciatura del ricorso». Insomma, i controlli della Regione hanno superato anche l’esame dei giudici che confermano la revoca di quei 2 milioni, di cui solo un piccola parte alla Far (450mila), il resto alle ditte che hanno ristrutturato i capannoni. Stessa materia, ricordiamo, su cui e in corso il processo penale. La guerra di carta continua.

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