Regione, finanza e procura Task force contro i furbetti
Processi in corso, indagini aperte e controlli a tappeto sui contributi pubblici E Bruxelles promuove le procedure di erogazione per l’alto indice di affidabilità
I primi processi sono in corso e il primo in assoluto riprende questa mattina in tribunale (vedi scheda a fianco). Mentre le indagini vedono decine e decine di fascicoli aperti dalla procura cittadina (tre magistrati interessati) contro i “furbetti” del dopo terremoto che hanno intascato o hanno tentato di farlo - bloccati dagli accertamenti della Guardia di finanza - i contributi pubblici per la ricostruzione del dopo sisma del 20 e 29 maggio 2012, erogati dalla Regione Emilia Romagna. Proprio la Regione, con i suoi uffici e i suoi tecnici impegnati nella gestione del dopo terremoto detiene un record europeo nell’affidamento e nei controlli sui contributi pubblici, erogati dall’Unione europea che chiede resoconti precisi e trasparenti e che ha portato - spiegano addetti ai lavori - la Regione a detenere un coefficiente di affidabilità che la pone al secondo posto in tutta la Ue. Risultati frutto delle procedure seguite nella ricostruzione tra Ferrara e Modena e raggiunti grazie ad una vera e propria task-force di controllo ideata in questi anni che vede da una parte la Regione e in casa nostra, Guardia di finanza e procura attivate nel tempo con indagini di iniziativa (autonome) e che ora stanno seguendo decine e decine di esposti presentati dai vari Comitati sorti soprattutto nel Centese, contro i furbetti locali. Una task force che vede al vertice - dicevamo - la Regione e i controlli capillari da parte degli uffici preposti: se ve ne fosse bisogno, ulteriore conferma è la procedura seguita nel caso della ditta Far di Dosso di S. Agostino - vedi a fianco - che ha convinto il Tar del Lazio a dar ragione alla Regione Emilia Romagna nella revoca di 2 milioni di contributi all’azienda, bocciando sonoramente il ricorso della ditta Far. Che ricordiamo è tuttora sotto processo penale. I controlli della Regione hanno poi portato ad attivare gli accertamenti investigativi da parte della Guardia di finanza. In vari settori: da quello industriale (verifiche su aziende che hanno richiesto contributi per macchinari e capannoni danneggiati o distrutti dal terremoto); in campo agricolo per vecchi magazzini crollati o edifici pertinenti alle lavorazioni nei campi; e infine l’edilizia privata, cittadini che anno denunciato danni nelle proprie case o proprietà per il sisma. I furbetti, questo il denominatore comune, hanno chiesto contributi anche per edifici in rovina o lesionati prima del terremoto, ma hanno tentato di farli passare come danneggiati dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012. I controlli della Finanza sono scattati con diversi metodi: passando al setaccio attività, entrate e uscite, bolle di fornitori (nel caso dei settori industriale e agricolo) e addirittura ricorrendo alle fotografie aeree (non di Google earth, troppo generiche) che indicavano situazioni pre-terremoto: da qui, la scoperta dei furbetti, ben 34 le persone denunciate in questi anni con milioni di euro bloccati o azzerati, soldi pubblici di Regione e Ue. Che una volta tanto che dà il bollino di affidabilità.
Daniele Predieri
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