Sulla scia dei reperti di guerra
Gli Archeologi dell'Aria hanno incontrato l’Aeronautica australiana
AMBROGIO. Gli Archeologi dell'Aria hanno proposto un incontro con i cittadini e a una delegazione della Aeronautica australiana in memoria dei caduti dell'aereo recuperato nei pressi di Copparo alcuni anni fa (il Boston con a bordo un equipaggio di quattro uomini, tutti periti nell'incidente), dopo un incontro in mattinata a Padova. Erano presenti numerosi componenti dell'associazione, che ha trovato sede operativa ed espositiva nelle ex scuole Rodari di Ambrogio, l'assessore comunale Enrico Bassi, il comandante del Coa di Poggio Renattico, colonnello Matteo Molari, Paolo Fabbri e Sergio Benini per il Rotary di Copparo, una rappresentanza della famiglia Zanovello (sul cui terreno venne recuperato l'aereo) e due ufficiali della Raaf, marito e moglie, David e Robyne Green (rispettivamente colonnello e tenente colonnello).
Visita al museo dei reperti raccolti e trattenuti (soprattutto rottami degli aerei recuperati nel corso del tempo: gli effetti personali sono stati restituiti alle famiglie) ovvero due Thunderbolt, un Lightning, due Boston a Copparo, Guarda, Budrio, Rimini, Casaglia.
I protagonisti hanno raccontato la loro ricerca, del rispetto per i caduti, della difficile opera di ricerca basata su memoria dei cittadini, ricerche di archivio, disponibilità dei proprietari dei fondi e della Sovrintendenza alle Belle arti (i referti risalgono a oltre settanta anni fa, ed a volte sono in terreni di interesse archeologico). Delizioso l'intervento della piccola Gaia, che già collabora insieme ai genitori per i recuperi; interessante la spiegazione del modus operandi, con l'anticipazione di un prossimo intervento per il recupero di un Mosquito inglese nelle campagne venete di Canaro. Scambio di doni, intervento del colonnello Molari (che ha rivelato di essersi «perso un aereo», nel senso che ha dovuto lanciarsi per salvarsi, pur chiarendo che i rottami sono stati già tutti ritrovati...) e foto di gruppo finale. (a.b.)
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