La Nuova Ferrara

Ferrara

la sentenza 

Ai precari della scuola compensi e diritti pieni Causa di lavoro vinta

Daniele Predieri

Il giudice dà ragione a novanta tra docenti e tecnici: avranno scatti di anzianità, arretrati e rimborso dei danni 

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Tra loro ci sono maestre, professori, docenti e personale Ata (amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici): tutti precari, da 10 e 15 anni, assunti di anno in anno e che da sempre mandano avanti la Scuola italiana. E anche ferrarese.

Vittoria contro il Miur

«Sì, sono una novantina quelli rimasti dal primo ricorso partito nel 2010», ricorda Hania Cattani che annuncia per conto del sindacato Flc Cgil che ha assistito i precari della scuola di aver vinto la causa di lavoro contro il Ministero (il Miur): ministero che si è visto costretto a riconoscere, su ordine del giudice del lavoro di Ferrara, prima, e poi dei giudici degli altri gradi che hanno reso definitivo il giudizio «il diritto dei 90 precari ferraresi alla parità di trattamento col personale di ruolo, sancendo per tutti il diritto ad aver progressione di stipendio, trattamento contributivo e previdenziale, gli stessi del personale di ruolo, oltre alle differenze retributive».

L’abuso dei contratti a termine

Insomma, diritto a carriera ricostruita e soldi arretrati. «Non solo – spiega una nota Flc Cgil e conferma Hania Cattani che ha seguito la vicenda – in molti casi i giudici hanno condannato il Miur a risarcire il danno, confermando la nostra tesi secondo cui il ministero ha abusato e continua ad abusare dei contratti a termine». Le sentenze sono ora definitive, la prima del dicembre scorso, l’ultima di poche settimane fa: «Abbiamo atteso proprio il giudizio finale – spiega Cattani per Flc Cgil – per divulgare le sentenze che hanno dato ragione ai nostri ricorsi presentati con l’avvocato Stefania Guglielmi già dal lontano 2010. Sentenze di cui siamo soddisfatti ma che non risolvono il problema del precariato nella scuola, oggi più che attuale». Poiché, spiega Cattani, «sono ancora ricorrenti oggi le “reiterazioni di contratto”, di anno in anno che portano il personale precario a svolgere mansioni e lavori degli stessi addetti di ruolo, senza averne gli stessi diritti, scatti di anzianità, stipendi. Lavoratori della scuola penalizzati da decenni («i nostri casi vanno dai 10 ad oltre 15 anni»), per i quali il Miur dovrà riconoscere tutto, dalla ricostruzione della carriera (gli scatti di anzianità e di professionalità) fino al pagamento di arretrati e danni».

La battaglia continua

«Non è una buona scuola – continua Cattani – anche perché l’operazione del 2016 del Governo Renzi per stabilizzare ed eliminare precari, servì solo a coprire il turn-over, fu una operazione di facciata, e ancora oggi il Miur continua la pratica di poca stabilizzazione dei ruoli anche laddove vi sono posti liberi e vacanti per docenti di scuole superiori e inferiori».

Dopo aver incassato le sentenze, ora Flc Cgil offre consulenze a tutti i precari: «Sono ancora tante centinaia in provincia» ribadisce Cattani e chiude «per questo prosegue la nostra battaglia sia politica che giudiziaria nei confronti del Ministero, che da troppo tempo continua a sfruttare i lavoratori della scuola mantenendoli in uno stato di precarietà». –

Daniele Predieri

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