Carico di droga tra la frutta, sette anni al boss albanese
Il quintale di marijuana stipato in Gad a Ferrara, scattano cinque condanne. Le indagini sulle rotte dei trafficanti: appoggi a Cento, destinazione Sud
FERRARA. Nessuno ha parlato, nessun ha dato indicazioni sul perché di quel carico da 112 chili di droga, e su dove fosse diretto e chi lo avesse spedito. L’unica certezza, le posizioni deicinque trafficanti finiti in tribunale dopo gli arresti della Mobile dell’ottobre scorso, scattati davanti al magazzino di via Marconi dove vennero scaricate le balle di marijuana spedite dalla Spagna su un camion e nascoste tra aranci, mandarini e melograni.
Ieri davanti al giudice Silvia Marini e al pm Ciro Alberto Savino, la conclusione del processo, dell’inchiesta e di tutto ciò che aveva portato agli arresti dei trafficanti: conclusione con stangata per Vital Meco, 43 anni, albanese residente a Cento e ritenuto il capo dei trafficanti locali, perlomeno, in contatto con l’organizzazione che ha spedito il carico dalla Spagna e che doveva farlo arrivare nel Sud Italia, mentre una parte della droga era destinata al mercato cittadino.
Altra stangata, ieri pomeriggio a conclusione del processo, 5 anni di pena per Noureddine Benazzi, 44 anni, marocchino, che sosteneva di essere un “turista per caso”, coinvolto in per sbaglio, ma che venne arrestato mentre dormiva in cuccetta nella cabina del camion guidato dall’autista spagnolo, Joaquin Martinez, 38 anni, che da Murcia, Spagna del Sud, aveva viaggiato con la droga in pancia al tir pieno di frutta e che aveva già patteggiato la pena di 4 anni e mezzo alla precedente udienza. Pena patteggiata che condivide con gli altri due trafficanti albanesi legati a Meco: Alfred Gioka, 37 anni, e Tonin Bibaj, 33 anni, ritenuti i “grossisti”, residenti in Liguria e con contatti e conoscenze nel Ferrarese. Dei 5 trafficanti, solo i due ultimi albanesi non sono in carcere, ma agli arresti domiciliari. Gli altri, invece tutti in cella, a fronte del totale silenzio che hanno opposto alle domande degli inquirenti che restano ancora oggi senza risposta. Il carico di droga, come si ricorda, è uno dei sequestri record degli ultimi anni.
I 112 chili di marijuana vennero scoperti in un capannone di via Marconi, in zona Doro, dalla Squadra Mobile di Ferrara che fece scattare all’alba un blitz con gli arresti dei 5, per traffico internazionale di stupefacenti. Le indagini della squadra mobile, da allora, non sembrano aver portato molto lontano: sono ancora in corso ovvio, per capire chi abbia spedito il carico e perché fosse transitato a Ferrara: uno stop dovuto al fatto che Ferrara rappresenta una tappa dei nuovi traffici e da qui il carico doveva essere distribuito. La droga era in parte per la città e per il Sud Italia. La polizia in realtà, secondo i riscontri investigativi raccolti, dopo lo scarico dei 112 chili, attendeva i grossisti che dovevano arrivare a Ferrara per trasferire il carico altrove, verso il Sud Italia. –
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