Comune e Bonifica «Il ministro tolga l’Imu sulle idrovore»
Lettera congiunta a Tria dopo anni di ricorsi e polemiche Accuse all’Agenzia delle entrate sulla classificazione
Comune e Consorzio di Bonifica smettono di “spararsi addosso” per l’Imu sugli impianti idrovori e rivolgono congiuntamente le loro armi dialettiche verso il nuovo ministro dell’Economia. È Giovanni Tria a dover sciogliere un nodo che ha prodotto 32 avvisi di accertamento dell’Agenzia delle entrate ed altrettanti ricorsi del Consorzio di Bonifica, e che vale milioni di euro l’anno, pur essendo basato su di un presupposto paradossale: idrovore che servono a preservare il territorio dagli allagamenti catalogate come impianti a fini di lucro e quindi tassate.
incontro a roma
Il sindaco Tiziano Tagliani e il presidente del Consorzio, Franco Dalle Vacche, dopo mesi di polemiche, hanno quindi firmato una lettera al ministro per chiedere «un personale intervento», attraverso un incontro da convocare a Roma, per «farsi carico di una situazione insostenibile e nel prosieguo anche rischiosa». Il contenzioso, che coinvolge anche i Comuni in quanto enti riscossori, è arrivato fino alla Cassazione, ma senza risolversi: la suprema corte ha infatti «sancito la legittimità delle pretese fiscali delle amministrazioni locali», evidenziando però «una serie di palesi iniquità ed una gestione del problema da parte dell’Agenzia delle entrate» da superare. La Commissione tributaria provinciale, dal canto suo, in quattro sentenze del 2016 ha sempre accolto i ricorsi del Consorzio.
Il problema, dicono Tagliani e Dalle Vacche, sta nel comportamento dell’Agenzia delle entrate ferrarese e di pochi altri territori (la lettera cita Modena e il Consorzio del Veneto Orientale), che insiste nel catalogare alcuni impianti della bonifica in classe D, come le fabbriche. Le altre Agenzie optano per la classe E, senza Imu.
Sperequazioni
Questa decisione tra l’altro «costringe i cittadini di tutto il territorio provinciale a contribuire, mentre a beneficiarne sono stati soli i comuni sul cui territorio insiste l’impianto». È infine un peso finanziario enorme per la Bonifica, già gravata di una bolletta energetica di oltre 5 milioni di euro. L’Agenzia delle entrate ha annullato in autotutela diversi provvedimenti di classificazione, dopo le sentenze sfavorevoli, ma poi è andata a ricorrere in Commissione regionale. Serve un intervento dall’alto, invocano quindi Comune e Bonifica. –
S. C.
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