«Non c’è stato il dolo» Archiviata l’inchiesta sul rogo alla Bofrost
Le fiamme avevano devastato il capannone di via Sutter Violazioni nei sistemi antincendio, ma niente di penale
L’incendio del 15 ottobre dello scorso anno che distrusse il capannone della Bofrost di via Sutter e una decina di mezzi di trasporto dell’azienda non ha origini dolose.
Il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha archiviato l’inchiesta che era stata aperta per verificare le cause dell’incendio, non rilevando nessuna correlazione con un eventuale dolo. Grazie anche alla relazione effettuata dai vigili del fuoco, che in questi mesi hanno fatto attente verifiche su quel che restava del capannone andato completamente distrutto, si è arrivati alla conclusione che le fiamme sono partite in maniera accidentale, probabilmente a causa di un corto circuito in uno degli impianti di raffreddamento dei prodotti che l’azienda vende: surgelati alimentari. Un’archiviazione che va di pari passo quindi con quella analoga avvenuta per un fatto analogo in provincia di Pordenone sempre ai danni di un altro sito della Bofrost.
Violazioni Norme antincendio
Duranti i rilievi effettuati durante le indagini dei vigili del fuoco erano state riscontrate alcune anomali derivate da alcune violazioni alle norme antincendio, come la presenza ad esempio di alcuni furgoni parcheggiati in un’area dove non dovevano sostare. In questo caso è partita un’ammenda amministrativa che è già stata sanata dall’azienda per cui è arrivata anche l’archiviazione del Pm della Procura di Ferrara che esclude ogni forma di dolo, non c’è alcuna pendenza penale a carica dell’azienda che ha subito un forte danno.
Un rogo spaventoso
Una distruzione calcolata per difetto in 2,5 milioni di euro quella che l’incendio del 15 ottobre ha provocato i danni al capannone di via Sutter provocando danni ingentissimi all’azienda. Oltre alla struttura è andata in cenere anche buona parte del parco automezzi, una decina, mentre altri sono stati messi in salvo dal tempestivo intervento dei dipendenti chiamati sul posto appena scattato l’allarme in quella movimentata domenica mattina che ha visto l’impiego di otto squadre dei vigili del fuoco provenienti da tutta la provincia. Ci sono stati danni ovviamente anche alle celle frigorifere e a quei prodotti surgelati che si trovavano in giacenza. Fin da subito l’azienda ha comunque cercato di limitare i danni, mandando rinforzi dalle altre sedei vicine di Bologna e Este nel padovano, non arrestando quindi il complesso processo delle consegne per l’azienda. —
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