La Nuova Ferrara

Ferrara

SANTA MARIA 

La casa di cura si rinnova Chirurgia robotica e cartelle cliniche digitali

Margherita Goberti

Il settimo intervento edilizio dall’avvio dell’attività nel 1950 prevede una nuova costruzione collegata all’ala Ovest: sale operatorie, ambulatori e stanze

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Inizieranno entro l’estate i lavori per la costruzione della nuova ala della casa di cura Santa Maria Maddalena; un intervento – il settimo da quando nel 1950 iniziò l’attività – di cinque milioni di euro in parte finanziato dal sistema creditizio ed in parte autofinanziato. «Un intervento – ha precisato l’amministratore Vittorio Morello – molto importante perché porterà ad aumentare la quantità e la qualità dei servizi erogati».

La nuova costruzione ospiterà stanze di degenza, nuove sale operatorie ed ambulatori e sarà collegata con scale, ascensori e corridoi con l’attuale ala ovest.

LA MAPPA DEGLI INTERVENTI

«Al piano terra – spiega il presidente Franco Pellegrini – troveranno spazio i servizi di fisioterapia per i pazienti interni, una palestra aperta anche agli esterni, un ambulatorio e gli uffici della direzione sanitaria. Interventi importanti anche al primo piano, dove saranno collocate dieci stanze di degenza, singole o doppie».

«Ciascun letto – continua Pellegrini, illustrando le novità tecnologiche – sarà dotato di un monitor che fungerà sia da apparecchio televisivo per il paziente, sia da terminale attraverso il quale i medici e gli infermieri aggiorneranno la cartella clinica, ci sarà uno spazio per la terapia intensiva post operatoria ed alcuni ambulatori. Il cuore dell’intervento edilizio sarà invece al secondo piano dove verrà collocato il nuovo gruppo chirurgico con due sale operatorie, la sala per la preparazione dei pazienti ed al loro accoglimento post operatorio e l’area di recupero del materiale da inviare alla sterilizzazione».

Il terzo piano è riservato ai servizi. Ci saranno gli impianti di riscaldamento condizionamento e servizi di sterilizzazione con una centrale di stabilizzazione di ultima generazione.

DUE ANNI DI LAVORI
Il cantiere partirà entro il prossimo mese di luglio, ma per terminare i lavori su tutti i 1.800 metri quadrati di superficie edificata serviranno due anni. La tipologia delle sale operatorie sarà, una di 70 mq, di tipo ibrido poiché ospiterà apparecchiature radiologiche e macchinari per la chirurgia robotica e l’altra di 50 mq servirà per effettuare interventi di ortopedia e neurochirurgia; progettista è l’architetto Guido Zarattini che ha realizzato la ristrutturazione del san Camillo di Comacchio, mentre la parte impiantistica sarà affidata all’ingegner Paolo Trapella dello Studio Step Engineering di Ferrara.


«Una volta terminati i lavori – conclude il presidente Pellegrini – avremo complessivamente quattro sale operatorie così da poter realizzare anche 30 interventi in una giornata» . —

Margherita Goberti

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