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Il personale della Vinyloop fa i conti con il licenziamento a sorpesa. L’azienda ha annunciato la chiusura, nuovo vertice senza troppe speranze 

La rabbia dei 17 operai: colpiti alla schiena Sciopero a oltranza, il futuro è un’incognita

Gian Pietro Zerbini
La rabbia dei 17 operai: colpiti alla schiena Sciopero a oltranza, il futuro è un’incognita

Le testimonianzeGian Pietro Zerbini“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. È appena partita l’estate per i 17 lavoratori di Vinyloop, ma per loro si apre un periodo glaciale, di grande...

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Le testimonianze

Gian Pietro Zerbini

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. È appena partita l’estate per i 17 lavoratori di Vinyloop, ma per loro si apre un periodo glaciale, di grande incertezza e precarietà che evoca le parole ermetiche e sublimi del grande Ungaretti nella sua “Soldati”. La decisione dell’azienda del polo chimico di chiudere l’unità produttiva e mandarli a casa ha provocato «forte preoccupazione e grande rabbia». Sono loro stessi ad esprimerlo con queste parole e una rappresentanza è venuta ieri in redazione per spiegare una situazione paradossale e drammatica, da parte di chi è consapevole di aver perso un lavoro che aveva da tanto tempo.

senza prospettive

Tazio Ferioli, 50 anni tra pochi mesi, e Andrea Zerbini, 39 anni, in Vinyloop dal primo giorno: 3 settembre 2001, rispettivamente con un passato alla Coopser e al suo primo vero impiego professionale, raccontano questa odissea lavorativa che giovedì si è manifestata con il volto più buio, la beffa del licenziamento e della chiusura del sito.

«È stata una doccia fredda - dicono - maturata scavalcando anche i tavoli istituzionali che si erano aperti per affrontare la crisi. C’erano stati dei segnali preoccupati negli ultimi mesi, ma si pensava che con l’impegno dei sindacati e delle istituzioni di arrivare ad una soluzione di mediazione non così drastica».

L’incendio: inizio della fine

«Il nostro sito - dicono i dipendenti - era un gioiellino, ma l’errore è stato convertire un impianto di ricerca in impianto produttivo. L’inizio della fine può essere tranquillamente datato lo scorso anno, quando un incendio per cause accidentali mise fuori uso un reparto. L’azienda non ha fatto più nulla per rimetterlo in sesto. Una manovra strana, visto che era proprio il segmento più produttivo dell’azienda. A fine anno ci siamo insospettiti perché non ricevevamo più oltre che alle materie prime, il materiale per la manutenzione ordinaria. Ma dall’azienda non trapelava nulla».

«teniamo famiglia»

Il dramma dei nuovi disoccupati di Vinyloop è che di punto in bianco devono trovare un lavoro alternativo per dare un sostegno alle loro famiglie.

«Ora che facciamo? Non è facile - dicono Zerbini e Ferioli - in questa fase di crisi occupazionale trovare lavoro in questo settore. Ricordiamo che siamo ancora dipendenti Vinyloop e non possiamo cercare nuova occupazione al momento. Continueremo lo sciopero fino al 15 luglio. Poi vedremo. Il 4 ci sarà un nuovo incontro in regione, ma ormai ci sentiamo perduti. Speriamo solo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti in termini di ammortizzatori sociali e Tfr. È molto brutto essere messi alla porta in questo maniera dopo aver dato tanto all’azienda. Ringraziamo i sindacati e le istituzioni che in questi mesi hanno perorato la nostra causa»

L’amarezza della Rsu

La rabbia e l’amarezza dei lavoratori della Vinyloop viene espressa anche da Orlando Tieghi, rappresentante sindacale e membro dal primo giorno della Rsu aziendale. «L’azienda si è comportata in modo indecente. Non si fa così con il personale. È tutto molto triste». —

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