La spiaggia libera è senza bagnini Il servizio costa e basta un cartello
Su tre dei Lidi Nord il Comune ha trovato la soluzione Restano scoperti piccoli tratti sempre pieni di bagnanti
Porto garibaldi
Un morto per annegamento e quattro salvataggi in mare. Questo il bilancio del mese di giugno sulle spiagge dei Lidi, anche se gli interventi da prte dei bagnini sono stati centinaia. Il 15 giugno a Porto Garibaldi la prima morte per annegamento della stagione. Un uomo di 52 anni ha perso la vita sulla spiaggia libera mentre faceva il bagno con tre amici molto probabilmente colpito da malore considerato che si trovava vicino alla riva in acqua molto bassa. Servizio salvataggio tempestivo? In un certo senso sì, visto che gli altri bagnanti lo hanno aiutato e dato all’allarme chiamando l’ambulanza ma in quel tratto di spiaggia i bagnini non ci sono.
Per i mesi di luglio e agosto il servizio di salvataggio deve essere garantito dalle 9.30 alle 19 con interruzione per il pranzo dalle 13 alle 15. «I bagnini hanno le loro postazioni davanti agli stabilimenti balneari perché il servizio viene pagato dai gestori degli stessi – piega il comandante della Capitaneria di Porto Francesco Luciani – Naturalmente quelli che hanno le postazioni vicino alla spiaggia libera intervengono sempre comunque ma il raggio d’azione resta limitato. Coprire tutto il litorale resta tanto per noi quanto per l’amministrazione comunale una priorità ma non è così semplice per una serie di motivi».
In primo luogo i costi che al momento non sarebbero sostenibili da parte del Comune cui si va ad aggiungere anche la gestione di una situazione non facilmente digeribile da parte dei gestori degli stabilimenti. «Siamo consapevoli dell’importanza che ha la sicurezza sulla spiaggia e in mare, tanto che ai Lidi nord è già partito un progetto sperimentale che ha dato buoni frutti – spiega il sindaco Marco Fabbri – Abbiamo infatti dato in concessione aree sull’arenile senza però il servizio di ombreggio e in cambio deve essere appunto garantito il servizio di salvataggio».
In poche parole, il Comune dà la concessione per aprire un piccolo chiosco amovibile autorizzato alla vendita di bibite e gelati ed in quell’area, che resta comunque spiaggia libera, il servizio viene garantito.
«Siamo partiti dalle spiagge ai Lidi nord perché sono private ma la sperimentazione sta andando bene. L’idea è quella di fare lo stesso ai Lidi sud e sono iniziati i confronti con le associazioni di categoria e i consorzi. In questo modo potremmo arrivare a coprire quasi tutto il litorale».
A conti fatti, di spiaggia libera facilmente accessibile anche ai mezzi di soccorso e su cui dunque si potrebbe posizionare la postazione del servizio salvataggio, ne resta poca e soprattutto nelle zona più frequentate, come l’area nord di Porto Garibaldi, in qualche modo di dovrebbe provvedere. Già lo scorso anno la Cus salvataggio aveva lanciato l’appello, chiedendo l’estensione del servizio o comunque il divieto di balneazione nelle zone non coperte.
Ma come fanno altrove? A Rimini, ad esempio, sono i privati a pagare i bagnini che così riescono a coprire tutto il litorale. Naturalmente qualcuno storce il naso perché avere dei servizi in spiaggia libera potrebbe invogliare a preferire queste ultime ai Bagni. «Mi preme sottolineare – aggiunge il comandate Luciani – che nelle spiagge prive di servizio di salvataggio la cartellonistica è presente e ben visibile, quindi coloro che le frequentano devono essere consapevoli dei possibili rischi». E in più, «Ci sono delle regole elementari che però salvano la vita e non ci stancheremo mai di ripeterle: non fare il bagno dopo mangiato, abituarsi alla temperatura dell’acqua prima di tuffarsi e soprattutto non avventurarsi in mezzo al mare su gonfiabili». –
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