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Bloccati in ascensore partendo per le vacanze, paura in stazione

Gi.Ca.
Bloccati in ascensore partendo per le vacanze, paura in stazione

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Era la mattina della partenza per le vacanze. Qualche giorno in Romagna giusto per festeggiare il compleanno della bimba. A rovinarla ci ha pensato un ascensore: quello che trasporta i passeggeri dal sottopasso ferroviario al binario 5 della stazione. Un guasto elettrico lo ha bloccato dopo la partenza e per un’ora tre persone, Daniele Nobile, 40 anni, Maria Barletta, 36 anni, e la figlia di 9 sono rimaste prigioniere di quella scatola di metallo. Per Daniele Nobile è stato come un tradimento: lavora in stazione da 8 anni per un’impresa che cura le pulizie e il fatto di trovarsi imprigionato in un incubo proprio lì, il giorno della partenza per le ferie, non l’aveva messo in conto.

La paura e la rabbia

«Siamo arrivati in stazione verso le 10», racconta Maria Barletta, in anticipo di qualche minuto sul treno diretto verso Cesena. «Abbiamo premuto il pulsante per la salita ma l’ascensore subito dopo si è bloccato», aggiunge la donna mentre il marito, dentro l’ambulanza - ad emergenza conclusa - si fa medicare le ferite su due dita della mano sinistra, tagli causati dai tentativi di forzare le porte e fare entrare un po’ di aria.

Quando Daniele Nobile torna a terra è una furia. «Quello che ci è successo è pazzesco - commenta a voce alta - siamo rimasti chiusi lì dentro al caldo per un sacco di tempo, con mia figlia che urlava per la paura, io che ho avuto un attacco di panico, tutti costretti in uno spazio che deve essere abitato giusto il tempo di salire e scendere di un piano». «Appena ci siamo resi conto che l’impianto non sarebbe ripartito abbiamo cercato di metterci in contatto con l’esterno - raccontano Daniele e Maria - ma per il cellulare non c’era campo. Abbiamo quindi premuto il pulsante dell’allarme. Ci hanno risposto da Bologna e da Ferrara dicendoci di stare tranquilli, che la cosa si sarebbe risolta di lì a poco».

Il lavoro dei soccorsi

Ma il tempo passava mentre i vigili del fuoco cercavano di risalire ai motivi del guasto, usavano gli attrezzi per scoprire i cavi elettrici, smontare coperchi di metallo e spaccare serrature. Prima del loro arrivo, Noureddine Besasi, operatore marocchino addetto alle pulizie nel turno smontante, ha udito le voci concitate dei tre passando davanti all’ascensore. «Ho cercato di aprire le porte quel po’ che serviva per far entrare un po’ di fresco e di ossigeno, e per calmare le persone all’interno che erano molto agitate. Sono in Italia da 20 anni, casi come questi ne ho visti diversi, non sono poi così rari». Alla fine il grazie di Daniele e Maria è andato a lui e ai vigili del fuoco. E il viaggio è ripreso. In auto. —

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