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La delibera Fico toccherà assegni da 1.630 a 4.850 euro mensili In Regione Bertelli e Ronchi al Tar contro il contributo di solidarietà 

Ex deputati in allarme per i vitalizi a rischio Sgarbi: non sono toccato ma il taglio è da bocciare

Stefano Ciervo
Ex deputati in allarme per i vitalizi a rischio Sgarbi: non sono toccato ma il taglio è da bocciare

l’inchiestaNon si mettono sulle barricate per contestare il taglia-vitalizi di Roberto Fico, gli ex deputati ferraresi e perfino le vedove con reversibilità. Quando si tocca il tema si alza un muro...

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l’inchiesta

Non si mettono sulle barricate per contestare il taglia-vitalizi di Roberto Fico, gli ex deputati ferraresi e perfino le vedove con reversibilità. Quando si tocca il tema si alza un muro di «no comment» e chi è disponibile a metterci la faccia si dimostra acquiescente. Tutti sanno e sono in allarme, ma non si registrano adesioni alla battaglia dell’associazione degli ex parlamentari, guidata da Antonello Falomi e Giuseppe Gargani, che ha minacciato azioni legali personali contro i componenti dell’Ufficio di presidenza della Camera. Musica diversa invece in Regione, dove i ricorsi contro il prelievo di solidarietà ai vecchi vitalizi fioccano copiosi.

assegni “pesanti”

In prima linea ci sono per il momento solo gli ex deputati, in quanto il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per il momento non segue l’esempio di Fico. Nel gioco dei ricalcoli sulla base dell’applicazione integrale e retroattiva del metodo contributivo, i cui effetti sui singoli sono tenuti riservati, in tanti rischiano di rimetterci una fetta importante del loro assegno. Si va dai 1.630 euro al mese per il professor Luciano Galliani, oggi a Padova ma oppositore per un biennio di Silvio Berlusconi ai tempi della prima discesa in campo, ai 4.850 euro del socialista Giuseppe Albertini, deputato per più legislature e anche sottosegretario. In mezzo ci sono i 2.093,80 euro di Alfredo Sandri, i circa 4.000 di Alfredo Zagatti (entrambi ex segretari Pci-Ds) e Vittorio Sgarbi, quattro legislature alle spalle e una quinta appena iniziata, con 4.701,31 euro. C’è poi la vedova di Francesco Loperfido, ex deputato Pci e presidente dell’Istituto Gramsci, morto nel 2014 lasciando in eredità il 60% del vitalizio di 2.866,39 euro. È bene precisare che si tratta di cifre lorde.

ma quale ricorso

Sandri si chiama subito fuori: «Il mio assegno è tutto calcolato con il sistema contributivo, quindi non mi aspetto nessun ricalcolo. Non sono iscritto all’associazione di Falomi e Gargani. Cosa ne penso dell’iniziativa di Fico? Adesso le cose vanno in questa maniera, bisogna adeguarsi: se si è deciso di adeguarsi al contributivo perché è così per tutti i lavoratori, va bene». Il più combattivo è Sgarbi che però, pure lui, non si aspetta brutte sorprese: «Attualmente sono parlamentare, nel gruppo FI anche se dopo aver parlato con Berlusconi probabilmente farò qualche mossa, quindi il vitalizio cessa. Riprenderà al termine della legislatura, e poiché sono arrivato a quota cinque, sarà tra quei 67 che non verranno toccati. Non credo ci facciano votare in aula su questo tema, in caso m’incaricherei di “distruggere” il provvedimento. Avrebbe un senso se venissero ricalcolati anche gli assegni dei giudici di Csm, Corte dei conti, Cassazione e Consulta».

regione bollente

Anche in Regione è stato attivato un decreto taglia-pensioni, sulla base di un prelievo di solidarietà per tre anni che vale dal 6 al 12% del totale. La reazione dei colpiti è la stessa: ricorso, in questo caso al Tar. La firma l’hanno apposta 69 ex consiglieri, tra i quali i ferraresi Alberto Ronchi e Alfredo Bertelli. La sintesi l’ha stilata su Repubblica proprio l’ex sottosegretario: «Si poteva fare in modo concordato e ci sarebbero stati tutti». —

Stefano Ciervo

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