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Solo un mese fa la famiglia tirava un sospiro di sollievo per la chiamata da un centro trapianti La donna continua a ripetersi che quel dono arrivava da un giovane con lo stesso destino del figlio 

Il peso di una crudele fatalità La madre di Sergio non si dà pace

Il peso di una crudele fatalità La madre di Sergio non si dà pace

la storiaIl dolore di una mamma che perde il figlio. Il dolore di una donna che vede la gioia della luce per un’altra persona importante che rinasce e poi il buio, il buio più nero. La vita di Monica...

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la storia

Il dolore di una mamma che perde il figlio. Il dolore di una donna che vede la gioia della luce per un’altra persona importante che rinasce e poi il buio, il buio più nero. La vita di Monica Caselli è cambiata, ancora una volta, quando i carabinieri hanno bussato alla porta e le hanno detto quello che un genitore non dovrebbe mai sentire. Il cuore si è rotto, la testa ha smesso di funzionare.

la telefonata

Eppure ha avuto la forza di prendere il telefono per parlare con l’altra mamma, quella di Giulia e le ha chiesto scusa. Scusa. Scusa perché suo figlio era alla guida, perché non è stata colpa sua ma la loro bambina era abbracciata a lui in quel momento. Dall’altra parte solo parole di conforto e il racconto di quanto Sergio era speciale, di quanto quei due si volevano bene. Due mamme, le sole in grado di capire il dolore l’una dell’altra.

il destino

Il secondo pensiero di Monica Caselli è andato a quanto successo un mese fa. Esattamente il primo di giugno. Una persona parte del suo cuore era malata da anni. Quel giorno è arrivata la telefonata che aspettava da sempre: la borsa pronta, la corsa in ospedale e il trapianto di un organo. A donare la vita una ragazzo di 28 anni morto in un incidente in moto.

E il mondo le crolla nuovamente addosso. Non si può restare razionali davanti ad una simile coincidenza, la testa viaggia inevitabilmente e si riempie di domande che non possono avere risposte e non avranno mai.

Una parte di vita si salva, rinasce e ricomincia a vivere. A trenta giorni esatti l’altra parte di vita muore, a 28 anni in un incidente in moto. Questo il prezzo da pagare? Questo il conto che ha presentato un destino beffardo e crudele e tutt’altro che amico? Non si dà pace mamma Monica, non può e i pensieri battono come un martello pneumatico e nessuna delle persone intorno riesce a staccare la spina.

Non è stata una vita facile, la sua. Ha dovuto affrontare diverse tempeste ma è rimasta sempre in piedi, scoglio nel mare in tempesta. Fino a sabato, quando le sue gambe sono crollate, la sua testa è scoppiata, i suoi pensieri sono volati. Difficile se non impossibile in questi momenti fare andare d’accordo il cuore e la testa. Tutto è avvolto nella nebbia, le emozioni arrivano e si inseguono in maniera incontrollata. Ma anche chi è fuori da tutto, chi conosce la storia raccontata su un marciapiede fuori da casa non può fare a meno di pensare che sì, qualcosa di scritto nel destino di questa famiglia c’era forse già.

i progetti futuri

La casa per Sergio e Giulia era pronta così come il contratto per il nuovo lavoro». Sergio Sandrolini Cortesi abitava con la mamma e la sorella di 38 anni. «La casa è grande, era stata divisa e lui e Giulia sarebbero dovuti venire ad abitare qui - raccontano i parenti del ragazzo - Già ci stavano nel fine settimana, stavano mettendo a posto alcune cose».

La passione per i libri e lo studio lei, che l’ha portata a finire il percorso con il massimo dei voti e quella di lui per il softair e l’esercito. «Avevano sempre qualcosa da fare, mille interessi e lo facevano con silenzio e discrezione».

Seduti attorno ad uno dei tavolini del loro locale, i titolari della pasticceria Paola hanno fatto fatica a lavorare ieri mattina. «Sergio era molto amico di nostro figlio. Un ragazzo tranquillo, con la testa sulle spalle che su quella moto c’è salito solo per una passeggiata. Andavano piano, erano partiti per godere del panorama e del paesaggio perché loro erano così, belli e tranquilli e silenziosi. Un dramma, una tragedia». —

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