La motovedetta “libica” Balboni (Fdi) interroga
GORO. C'è preoccupazione per la sorte della motovedetta, in dotazione all'Ufficio locale marittimo di Goro, dopo la sua consegna al cantiere per una manutenzione programmata, ma per la quale è stata...
GORO. C'è preoccupazione per la sorte della motovedetta, in dotazione all'Ufficio locale marittimo di Goro, dopo la sua consegna al cantiere per una manutenzione programmata, ma per la quale è stata chiesta la rimozione delle livree, simboli di riconoscimento della Guardia Costiera. Ad accrescere le preoccupazioni in paese, anche il fatto che manca una data di restituzione del natante.
Il senatore Alberto Balboni (Fratelli d'Italia) presenterà oggi una interrogazione al presidente del consiglio Giuseppe Conte «per chiedere le ragioni per la quali è stata disposta la rimozione dei contrassegni dalla motovedetta e se tale insolita richiesta sottenda il fatto che l’imbarcazione sia tra le 12 che lo Stato intende donare alla Guardia Costiera libica».
L’interrogazione accende i riflettori su una realtà, quella della sacca di Goro, costituita da oltre 1.200 pescatori, ai quali si sommano i diportisti, per il controllo della quale resterebbe a disposizione solo il gommone. In caso di donazione alla Libia del mezzo, l'unica motovedetta per il controllo delle acque demaniali tra i Comuni di Comacchio e Goro resterebbe quella di Porto Garibaldi. A parere del senatore di Fdi, «non si può lasciare sguarnita una marineria tanto importante, prevedendo interventi ad esempio di soccorso nella Sacca, anche con mare grosso, mediante il solo impiego del gommone. La Sacca è indubbiamente importante fonte di reddito per la comunità gorese - conclude Balboni -, è impensabile contrastare la pesca di frodo e rincorrere i pescatori abusivi nell'area nursery con un gommone. La motovedetta è dunque un mezzo prezioso a disposizione della Guardia Costiera locale». —
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