Le ceneri dopo le fiamme Nove ore per domare il rogo
Il capannone e la casa di via del Curato sono inagibili, richiesti controlli ad Arpae La donna scampata all’incendio: «Non so quando rientreremo, serve coraggio»
CENTO. In un silenzio surreale, anche ieri mattina la gente si è recato in via del Curato, davanti allo scheletro del capannone della ditta Rep e dell’adiacente abitazione devastate dall'incendio scoppiato poco dopo le 19 di domenica.
Il capannone, con le macchine per la lavorazione di alimentari stoccate all'interno, è ridotto ad un ammasso di rottami, compresa un’auto che si trovava nelle adiacenze. L’abitazione, il cui ingresso è da via Renovecchio 54/1, porta evidenti i segni devastanti del fuoco. Muri anneriti e vetri di porte e finestre scoppiati o fusi dal grande calore.
vietato l’ingresso. Al momento dello scoppio dell’incendio nella casa si trovava Maria Luisa Camaggi che avvertita dal figlio Claudio, titolare dell'attività, è riuscita a scappare all’esterno senza riportare danni, mentre il figlio, causa ustioni ad un braccio, ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. L’abitazione, al pari del capannone, è stata dichiarata inagibile ed è circondata da un cordone di protezione.
«Per la notte appena trascorsa - spiegava ieri la signora Maria Luisa Camaggi - ho trovato ospitalità presso una conoscente, mentre mio figlio ha trovato riparo nell’ex casello ferroviario che si trova di fianco a casa nostra. Non so quando potremo rientrare in casa visti i danni. Sono cose che succedono e dobbiamo farci forza per superarle». Come detto, la casa è stata dichiarata inagibile e verranno anche fatte verifiche per controllare che non ci siano danni alle strutture portanti che mettano a rischio la stabilità dell’immobile.
Per i residenti la notte è trascorsa abbastanza tranquillamente, dopo la paura iniziale. Sono andati a dormire seguendo alla lettera i suggerimenti del sindaco Fabrizio Toselli il quale aveva invitato tutti a tenere porte e finestre ben chiuse. Per fortuna, il vento spirava in modo da mandare il fumo non verso le abitazioni ma in aperta campagna.
duro lavoro per i vigili del fuoco. Il plauso è unanime verso le forze dell'ordine intervenute e, particolarmente, verso i vigili del fuoco che si sono mobilitati con una decina di mezzi, provenienti dai distaccamenti di Cento e di Bologna.
Un lavoro duro e pesante: solo alle 4.30 della notte, quindi dopo nove ore di attività, i pompieri sono riusciti a spegner definitivamente le fiamme. Il presidio per verificare il ritorno di eventuali focolai nascosti è comunque continuato fino alla mattinata di ieri inoltrata.
presidio delle forze dell’ordine. Ora, con passaggi periodici, sono i carabinieri e la polizia municipale a tenere sotto controllo tutta la zona.
«I proprietari hanno assicurato che, documentato da una certificazione, la copertura in particolare dello stabile ad uso artigianale non è realizzata con materiale in amianto – afferma il sindaco Toselli -. Tuttavia abbiamo richiesto ad Arpae di eseguire un sopralluogo e un’attività di analisi dei materiali nelle strutture. Ciò a totale garanzia della salute pubblica e dell’azione degli operatori, nella fattispecie i vigili del fuoco, chiamati a intervenire anche nei prossimi giorni». —
Giuliano Barbieri. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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