Il referente bondenese e la banda di albanesi
I carabinieri sono convinti di aver disarticolato le bande di spacciatori sull’asse Ferrara-Toscana. Sono ancora ricercate un paio di persone, ma i 22 finiti in carcere rappresentano la colonna...
I carabinieri sono convinti di aver disarticolato le bande di spacciatori sull’asse Ferrara-Toscana. Sono ancora ricercate un paio di persone, ma i 22 finiti in carcere rappresentano la colonna portante dell’organizzazione, definita «un articolato ed omogeneo contesto criminale gerarchizzato», che agiva «secondo modalità ricorrenti». La mente del sodalizio è individuato in Mohamed Jarmouni, marocchino, il fornitore di cocaina destinata al gruppo bondenese. Conduceva «in cogestione paritaria» gli acquisti di droga con il gruppo degli albanesi, che facevano capo ai Dervishi: Defrim, Enver, Ihaxhi e Besnik, e Klodian Alushkhu. I Dervishi importavano la cocaina dall’Olanda, servendosi di una rete di corrieri tra i quali Olsi Ivziku, per alimentare lo «sballo della Versilia». Alushku, avvalendosi di altri due connazionali (Sphetim Fili e Shkelzen Cani), operava in provincia di Firenze con una rete distributiva autonoma, legandosi ai Dervishi per reperire la droga.
Gli altri arrestati sono Kamal e Redouane El Hannouny; Mostafa, Said, Ahmed e Abdelkrim Jarmouni; Abdelkader Lahmine, A Tarik Abouelouaf, Hamid El Baroudi e Said Aboussaad; poi Arjan Temaj, Festim Hoxha e Adil Miahi. —
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