Migranti a Runco, assemblea incandescente
Botta e risposta tra il sindaco Minarelli e il leghista Nicola Naomo Lodi. E tra i cittadini prevalgono diffidenza e preoccupazione
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RUNCO. Una lettera al ministro degli Interni Matteo Salvini, per avere risposta in sull'arrivo di 13 nuovi richiedenti asilo a Runco. Lo ha annunciato il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli durante assemblea con i cittadini che si è tenuta ieri sera (martedì 3 luglio). Un incontro dai toni molto accesi e scambi di battute polemiche tra il primo cittadino (che pure ha confermato la contrarietà all'arrivo, incontrando ancora il Prefetto di Ferrara con tutti i gruppi consiliari) e il segretario comunale della Lega di Ferrara Nicola "Naomo" Lodi, presente: con Minarelli che ha accusato il Carroccio di voler strumentalizzare la vicenda in ambito politico ed elettorale, e Lodi che ha replicaro duramente. L'assemblea locale, era divisa tra chi condivide le posizioni leghiste sull'arrivo dei nuovi richiedenti asilo, e chi invece non condivide il corteo leghista a Runco previsto per giovedì sera (5 luglio), pur dicendo no ai richiedenti asilo.
Confermando le perplessità per l'arrivo di altri profughi, Minarelli ha ricordato che la decisione è della Prefettura, “Ora a questo punto; c'è l'aspetto della gestione di queste persone da parte della coop Un Mondo di Gioia, vincitrice del bando dell'Asp ferrarese relativo all'accoglienza. Se vi saranno problemi? C'è l'impegno della presenza rafforzata delle forze dell'ordine a Runco, con l'Arma dei Carabinieri. Certo, così com'è il sistema per questi arrivi è sbagliato- ha detto tra l'altro il sindaco - A ogni modo attendo una risposta alla mia lettera da parte del ministro Salvini, autorità superiore alla Prefettura, dopo i recenti nuovi incontri, Ma ancora una volta, non accetto strumentalizzazioni politiche su un tema così delicato. Io ho fatto tutti i percorsi possibili a livello istituzionale, ”
Ma Lodi ha contestato ancora il sindaco e lanciato dure accuse verso la Coop (tra applausi dei presenti): “Perchè non aiutate queste persone a casa loro, nei loro paesi- ha tuonato- e se il sindaco vuole parlare con Salvini, gli lascio il suo cellulare.” Alcuni cittadini, ritenendo negativa l'esperienza di un'altra Coop in paese, hanno espresso forti dubbi sulla gestione futura, e preoccupazione per presunti “Pericoli per persone anziane sole presso l'edificio (di proprietà di un pakistano) che accoglierà gli ospiti in via Arginello. La Coop rinunci all'appalto.”
Tra la diffidenza locale, i rappresentanti della Coop con sede legale a Padova - la direttrice Antonietta Vettorato, il presidente Marco Callegaro e un'operatrice - hanno spiegato la loro attività: "Saremo presenti coi ragazzi sempre, sulle 24 ore. Abbiamo già esperienze professionali in materia, raccogliendo giudizi positivi sul nostro operato (che comprende anche assistenza a persone italiane) anche a Vicenza e Verona. Dove L'integrazione funziona, non vi sono problemi. Serve il dialogo reciproco tra la gente locale e chi arriva,” hanno voluto sottolineare.
Franco Corli
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