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Ferrara

È la provincia in Emilia Romagna con più aziende a guida femminile I settori maggiormente occupati sono il commercio e l’agricoltura  

A Ferrara aumenta il fattore rosa Il 22,8% delle imprese è donna

i datiPer sostenere tutte le donne che vogliono avviare un’attività economica, è indispensabile poter conoscere le modalità e le dinamiche che contraddistinguono il “fare impresa” al femminile, le...

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i dati

Per sostenere tutte le donne che vogliono avviare un’attività economica, è indispensabile poter conoscere le modalità e le dinamiche che contraddistinguono il “fare impresa” al femminile, le peculiarità di questo segmento corposo dell’universo delle imprese e anche le fragilità che possono minarne lo sviluppo e la crescita.

IL RAPPORTO

A questo scopo, il Rapporto sull’imprenditoria femminile, curato dall'ufficio Studi della Camera di commercio di Ferrara, fornisce un’analisi puntuale di grandissima importanza per tutti coloro che operano per il rafforzamento di questa componente fondamentale dell'economia ferrarese.

Percentuale in crescita

A Ferrara, oltre un’impresa su cinque è femminile. Infatti, le 7.310 imprese attive “in rosa” nella provincia incidono, sul totale delle imprese attive (32.046), per il 22,8% (nel 2013 era al 21,9%).

Record regionale

In Emilia-Romagna ancora una volta Ferrara è la provincia più “femminile” (distanziando Piacenza e Rimini per quasi un punto percentuale). Le imprese femminili ferraresi costituiscono l’8,6% del totale regionale, mentre il peso sul totale nazionale è dello 0,6%. Le attività si concentrano in alcuni settori: il 26,2% opera nel settore del commercio, il 20,0% nel settore agricolo. A seguire troviamo altre attività di servizi (13,5%), i servizi di alloggio e ristorazione (11,6%) e le attività manifatturiere (6,2%). Osservando la presenza delle donne dal punto di vista settoriale, emerge la chiara inclinazione verso alcuni ambiti. Tra questi, le Altre attività di servizi, che includono i servizi per la persona (tra cui attività di lavanderia, parrucchiere, istituti di bellezza ed estetica), dove oltre 61 imprese su 100 sono capitanate da donne (circa 1.000 imprese in valore assoluto). Anche nella s-anità e assistenza si concentra una quota rilevante di imprese femminili sul totale (42,3%), partendo da una consistenza decisamente più bassa, ma quasi raddoppiata al confronto con il dato di cinque anni prima (sono passate da 54 a 85). —

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