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fiamme su commissione  

Bazar a fuoco a Lido Estensi Il rogo è una ritorsione

Daniele Predieri
Bazar a fuoco a Lido Estensi Il rogo è una ritorsione

I carabinieri arrestano un uomo per incendio doloso e tentata estorsione Ordinò ai piromani di agire: dopo le indagini ecco i provvedimenti dei magistrati  

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COMACCHIO. Bruciò tutto, quella notte, il 10 agosto dello scorso anno: e il centro di Lido Estensi si svegliò con la paura. Prima una esplosione e poi il rogo, le fiamme che distrussero un negozio danneggiando altri due negozi, e rendendo inagibile il condominio Apollo. lo. Sotto tutto questo c’era un “regolamento di conti”, tra commercianti: uno di questi non sopportava che gli altri avessero successo: così, prima ha assoldato due esattori per tentare una estorsione, poi ne ha trovato altri due ai quali ha fatto bruciare ed esplodere il negozio- bazar “Sogni dal Mondo” in via delle Querce.

Negoziante sleale. Lui, il commerciante dalla concorrenza sleale ed esplosiva l’hanno arrestato ad Anzio, in provincia di Roma, dove era scappato, credendo di far perdere le sue tracce cercando di depistare le indagini, senza riuscirci: Arif Sjed, 44 anni, commerciante bengalese, si trova ora in carcere a disposizione dei magistrati ferraresi che lo hanno fatto arrestare, il pm Isabella Cavallari e i carabinieri di Comacchio e il gip Carlo Negri che ha accolto le richieste degli inquirenti ed emesso l’ordinanza d’arresto per concorso in incendio doloso aggravato, contestando anche la tentata estorsione.

rogo nella notte. Tutto ruota attorno al bazar “Sogni dal Mondo” , un negozio concorrente del commerciante arrestato che faceva affari d’oro, vendeva di tutto e di più, e il successo dei gestori, connazionali, non era visto bene: per questo motivo Sjed ha fatto bruciare il negozio concorrente, che prima esplose e poi venne divorato dal fuoco, la notte del 10 agosto scorso.

Fu una ritorsione - hanno ricostruito i carabinieri - verso i due gestori bengalesi del negozio, da parte del commerciante arrestato che commissionò il rogo a due esecutori (un italiano e romeno) arrestati poco dopo il fatto, un anno fa e già processati; Giacomo Porcu ha patteggiato la pena e il romeno Ovidio Barbascu è stato condannato ed è pendente il processo d’appello.

Mesi di indagini . Le indagini dei carabinieri partirono subito la notte del 10 agosto, seguendo la pista del rogo doloso, indicata dai rilievi forniti ai carabinieri dalla polizia giudiziaria dei vigili del fuoco: i carabinieri di Comacchio raccolsero elementi, riscontri e prove che hanno portato un anno dopo il fatto ad emettere l’ordine d’arresto contro il commerciante rancoroso e pericoloso: a tal punto da non aver scrupoli per assoldare non solo gli esecutori del rogo del 10 agosto, anche gli esattori del ricatto messo in atto nella primavera 2017: prima del rogo, infatti, Sjed, pensò di risolvere tutto con il ricatto: prima ordinò l’estorsione e mandò dai due connazionali (si tratta di persone che non sono ancora state individuate) con la pretesa di avere un pagamento dai 5/10 mila euro: i gestori dei “Segni dal Mondo”, non pagarono e gli venne distrutto il negozio. —

«Non si tratta solo di tre arresti per un fatto qualsiasi: si tratta di un caso molto grave con un impatto sociale forte - spiegano il capitano Andrea Coppi e il maresciallo Gianfranco Falferi, rispettivamente comandante Compagnia Comacchio e Reparto operativo radiomobile che hanno seguito le indagini-. Un fatto che poteva avere conseguenze ben diverse».

Il negozio si trova in pieno centro a Estensi, al piano terra - con due negozi attigui che furono danneggiati - del condominio "Apollo" dove quella notte dormivano in tanti e furono tutti evacuati, anche perché un appartamento sopra il negozio era inagibile. —

Daniele Predieri. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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