La Nuova Ferrara

Ferrara

Tragedia Bartolucci verso l’archiviazione

Daniele Predieri
Tragedia Bartolucci verso l’archiviazione

Galeazzo uccise moglie e figlio e se stesso per lo sfratto da casa. Chiusa in tribunale anche la causa per i debiti con la banca 

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A ricordare la tragedia è rimasto solo il cartello di sequestro, attaccato con scotch da pacchi al portone di legno, dove entravi - un tempo non lontano - in un negozio di alto antiquariato o dozzinale bric-brac che rappresentava comunque un mondo a parte, dove ti perdevi alla ricerca di stampe, stilografiche d’epoca e tanto altro, lì dentro, nella piazzetta privata Bartolucci.



Quel cartello è lì da un anno, ma a breve sarà tolto: la procura ha chiuso l’inchiesta nata dalla tragedia della famiglia Bartolucci e negli uffici degli inquirenti - squadra mobile e pm Ombretta Volta - sono giunti tutti i risultati degli esami tecnici ordinati (medico-legali, balistici, scientifici) confermando l’ipotesi avanzata fin dai primi momenti, la successione della tragedia: Galeazzo Bartolucci sparò prima al figlio Giovanni di 48 anni, poi alla moglie Mariella Mangolini, 74 anni a letto mentre dormivano, uccidendoli, e poi con la volontà di cancellare tutto, la morte che aveva deciso per i suoi cari, e per distruggere il “mondo a parte” dentro il negozio, cercò di appiccare un incendio al primo piano dove abitavano e nel magazzino: le fiamme distrussero poco, niente venne cancellato, solo annerito dal fumo.



Poi Galeazzo, ormai senza controllo, barcollando e impugnando la pistola che aveva usato sui suoi cari, una piccola Smith&Wesson 7.65 a tamburo, lo hanno visto poco distante da piazzetta Bartolucci, sotto i portici di via Boccacanale Santo Stefano dove ha scelto di chiudere per sempre la sua vita di 77 anni. Occorre ricordare che l’inchiesta sulla tragedia, duplice omicidio e suicidio, venne aperta come atto dovuto, formale: e con le stesse formalità ora la procura - pm Volta - si accinge a depositare gli atti per la richiesta di archiviazione, perchè qualsiasi profilo di reato possibile è stato escluso o non esiste più: per morte del reo, recita burocraticamente il codice. Tutto cancellato, dunque, quel mondo a parte di piazzetta Bartolucci. Di quel negozio del quale rimane ben poco: o meglio, ancora tanto, tutto catalogato, fotografato, messo in vendita da tempo all’asta dall’Istituto vendita giudiziarie, dai curatori e legali subentrati nel tempo per risolvere le difficoltà economiche di papa Galeazzo e della famiglia Bartolucci.



Ad un anno dalla tragedia, piano piano tutto viene cancellato, anche ciò che ha generato il dramma: la contesa economica nata con la banca, che innescò la procedura immobiliare (pignoramento di casa e negozio) che portò alla vendita all’asta degli immobili, quindi allo sfratto che, di fatto, innescò la tragedia, che alimentò nella mente di Galeazzo Bartolucci la volontà di cancellare tutto, le loro vite e la loro “roba”.



Tutto finito, anche in tribunale a Ferrara, visto che mercoledì scorso si è chiusa la procedura esecutiva immobiliare, davanti al giudice Stefano Giusberti e ai legali della famiglia Bartolucci, da una parte, e della banca e della ex Equitalia che vantavano crediti da Galeazzo Bartolucci che con la banca non riuscì a far fronte alle rate del mutuo acceso (siamo nel periodo pre e post terremoto) e che portò l’istituto ad attivare le procedure immobiliari. Davanti al giudice è stato deciso il riparto di quanto era stato incassato dalla vendita all’asta degli immobili: casa e negozio, 123 mila euro, divisi tra banca e ex Equitalia. Nel frattempo a gestire tutto ciò che è rimasto ancora invenduto dopo la tragedia, (tutti gli oggetti del negozio e tutto ciò che si trova ancora nella casa, sotto sequestro) è stato nominato dal tribunale un curatore dell’eredità.



Spiegano i diretti interessati, dopo la tragedia e dopo il sequestro, la casa è ancora sigillata da allora: occorre verificare ciò che è rimasto: mobili d’epoca, pezzi di antiquariato che Galeazzo non aveva mai venduto e anche quadri. Andrà tutto all’asta dopo la catalogazione. Cancellando per sempre quel mondo a parte, di piazzetta Bartolucci. —





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