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l’evento 

Città sempre più aperta con il Festival del Pakistan

Beatrice Barberini
Città sempre più aperta con il Festival del Pakistan

L’iniziativa si terrà in concomitanza con la prossima fiera di settembre Il legame con la comunità musulmana rinsaldato anche dalla visita del console

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CENTO. Sempre più multiculturale e multietnica, Cento si prepara a conoscere meglio la cultura pakistana. È in fase di organizzazione infatti, nell'ambito del Settembre Centese, il Festival del Pakistan. Si terrà tra fine agosto e i primi di settembre e sarà un'importante occasione per coinvolgere le famiglie, donne e bambini, e tutta la comunità centese alle iniziative realizzate a Cento.

La partecipazione delle famiglie, e dell'intera comunità, era tra le richieste espresse dal console in occasione dell’ultima visita a Cento, lo scorso maggio.

l’incontro in san biagio. Era stato lo stesso sindaco Fabrizio Toselli, assieme ad una delegazione del consiglio comunale, ad accogliere e a dare il benvenuto al console del Pakistan, Rizwan Salabat, a dimostrazione dei legami sempre più stretti tra due culture che trovano casa a Cento. Un’iniziativa organizzata dal Centro culturale Pakistano e dal referente Tahir Mahmood, raccolta con entusiasmo dall’amministrazione.

Ad anticipare la partecipata cena realizzata nell’oratorio di San Biagio, l’incontro istituzionale nella sala del consiglio, con il sindaco: «In questi due anni di mandato – aveva affermato Toselli – ho avuto modo di conoscere la comunità pakistana. Tanti le occasioni di collaborazione e le iniziative realizzare insieme. Abbiamo condiviso anche momenti molto tristi, come la perdita della piccola Hadiya. Intendiamo proseguire in maniera costruttiva questo rapporto di scambio e di collaborazione reciproca, all’insegna del dialogo e dell’integrazione».

In occasione di quell’incontro era presente anche l’ex sindaco e attuale capogruppo Pd Piero Lodi, che a sua volta aveva ribadito come ha ricordato che «nell’ambito dell’emergenza post sisma, proprio la comunità centese di origine pakistana, con console e ambasciatore, si è messa subito a disposizione, con alto senso civico, per dare risposte puntuali alla città». Poi le manifestazioni in piazza, per dire no agli atti terroristici, a ribadire «che esiste un’unica comunità che vuole vivere in un clima di pacifica convivenza».

comunità pacifica. Nel ringraziare Cento, il console aveva evidenziato come la comunità pakistana «viva felicemente in città e si metta a disposizione per consolidare l’integrazione. I pakistani in Italia sono un popolo pacifico, che lavora duro e partecipa al progresso del Paese, che rispetta le leggi. Minima la percentuale di chi delinque, 230 su 150mila: questi non ci rappresentano. Non solo vogliono prendere parte alla vita economica e culturale, ma auspico che in questo le nostre donne possano essere più attive. Conto nel loro coinvolgimento nelle attività, attraverso corsi di italiano».

Ad evidenziare l’importanza del dialogo tra le religioni era stato don Stefano Guizzardi: «Ciò che ci unisce è molto di più di ciò che ci divide - aveva detto il sacerdote -: l’unico Dio permette di riconoscerci come membri dell’unica grande famiglia umana. Per questo proseguirà l’impegno nell’educazione delle nuove generazioni per formarle all’accoglienza». —

Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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