"Ogni anno 450 protesi a utenti ferraresi, ma nessun problema"
L'Azienda Usl rassicura i pazienti dopo la notizia dell'inchiesta sulla truffa e raggiri degli apparecchi forniti da una ditta romana, per cui i 4 proprietari sono sotto inchiesta
FERRARA - Ogni anni l’Azienda Usl Ferrara assiste 450 utenti ferraresi ai quali fornisce protesi dentarie: proprio a loro è rivolta la nota diffusa dalla direzione dell’Azienda, che dopo la chiusura inchiesta della procura cittadina sulla truffa e frode di una ditta fornitrice degli apparecchi dentali, invita a non far allarmismi e rassicura gli stessi utenti: «Il servizio odontoiatrico provinciale - spiega la nota - tranquillizza tutti i pazienti a cui è stata fornita protesi dentaria e si mette a loro disposizione per fornire informazioni o programmare visite di controllo». La direzione dell’Asl spiega che ad oggi, dal 2014 - anno in cui è iniziata la fornitura della ditta Odontart di Roma, oggi sotto accusa per aver fornito materiali non regolari, poiché le protesi erano costruite in Tunisia ma distribuite con marchio europeo - «il servizio odontoiatrico Asl non ha ricevuto segnalazioni di problemi connessi all’applicazione della protesi o di un numero di rotture protesiche superiori al passato».
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«Il tutto - spiega - rientra nell’ambito della normalità della manutenzione o sostituzione di manufatti usurabili». E dire che ogni anno, ribadiscono dalla Asl, il numero di pazienti interessati è di 450 assistiti: «pazienti rientranti nelle categorie aventi diritto per legge, o per reddito o perché affetti da condizioni patologiche specifiche che» e che quindi avrebbero tutto l’interesse a segnalare malfunzionamenti o reazioni o disturbi agli odontoiatri che li avevano in cura o al personale sanitario.
Fin qui dunque l’aspetto sanitario: mentre ricordiamo che dal punto di vista tecnico giudiziario, l’accusa mossa dalla procura a 4 indagati (i proprietari soci della ditta romana) si concentra sul fatto che le protesi erano costruite in Tunisia, celando questa circostanza nella gara d’appalto e che non vi sarebbe tracciabilità dei materiali usati nella produzione: da qui la contestazione giudiziaria e la preoccupazione sanitaria. Alla luce del fatto che fino al 2019, le forniture di protesi dentarie all’Asl vengono dalla stessa ditta Odontart cui è stato rinnovato l’appalto. Ma è ancora presto per affermare le presunte irregolarità. Come del resto la stessa Asl sottolinea, essendo in corso l’inchiesta il processo: Asl si costituirà, comunque, parte civile e anzi si è già attivata da tempo con un proprio legale (Riccardo Venturi) per conoscere gli atti e verificarli.
«Questo - sottolinea la nota - a tutela dell’azienda ma soprattutto, della sicurezza dei pazienti, anticipando l’esito dell’eventuale rinvio a giudizio con la costituzione di parte civile». Sono in corso verifiche da parte dei servizi interessati - spiegano dall’Asl - con un pool di professionisti coinvolto. L’obiettivo dell’Asl è avere conoscenza completa del caso, per adottare le azioni più tempestive «per garantire la sicurezza dei pazienti ed evitare di compiere atti che possano producano inutili disservizi all’utenza o che danneggino immotivatamente le parti interessate». —
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