Protesi dentarie non regolari, truffa all'Asl e danni ai pazienti ferraresi
Chiusa l’indagine della procura: quattro indagati della ditta Odontart di Roma Frode in fornitura: «Realizzavano dentiere in Tunisia con marchio europeo»
FERRARA. L’appalto dell’Azienda Usl di Ferrara era chiarissimo: una delle condizioni fondamentali per la fornitura di protesi dentarie per gli assistiti ferraresi era quella di produrle in Italia o nella Ue, con materiali tracciabili e garantiti, visto che finivano nelle bocche dei nostri concittadini. Invece, secondo la procura, la ditta Odontart di Roma che vinse l’appalto nel 2014, da allora ad oggi, forniva all’Asl ferrarese protesi non sicure, non regolari, di forma e di fatto.
Per questo motivo il pm Ciro Alberto Savino ha chiuso l’inchiesta che durava ormai da anni e ha indagato 4 dirigenti e soci della azienda romana, accusandoli di truffa e frode in fornitura pubblica per fatti che si sono susseguiti tra il 2013 e il 2017. La procura ha depositato infatti il classico atto di fine indagine a carico dei 4 referenti della ditta romana: Angelo Mariani, legale rappresentante e proprietario della società Odontart; e così i suoi tre soci proprietari, Pierluigi Pippi, Stefano Conti, Marco Torreggiani che ora dopo la chiusura dell’inchiesta avranno a disposizione il fascicolo d’indagine e potranno spiegare, difendersi e farsi interrogare dal pm che in seguito valuterà se chiedere il giudizio oppure no. Ieri la Nuova Ferrara ha contattato direttamente la società, chiedendo di conoscere la posizione difensiva degli indagato ma non è stato possibile raccogliere la replica della Odontart alle accuse, per cui la Nuova dà la massima disponibilità. Questioni tecniche, giuridiche che verranno affrontate nelle sedi giudiziarie, mentre ora il problema è rappresentata dal futuro dell’appalto: l’Asl di Ferrara - ribadiamo è parte lesa, vittima della truffa (negli atti, la persona offesa è il direttore generale Claudio Vagnini) - dovrà valutare come e se congelare l’appalto stesso che era stato da poco rinnovato fino al 2019 alla stesa ditta fornitrice romana. Ditta che, secondo le ipotesi d’accusa, aveva subappaltato (omettendo di comunicarlo nel bando di gara all’Asl) alla società tunisina Laboratorie Dentarie Odontart la produzione delle scheletrature delle protesi che - questa la irregolarità - sarebbero state di origine e qualità diversa rispetto quanto previsto dal bando: prodotte in Tunisia ma certificate in Italia.
Al bando del 2014 parteciparono altre ditte, e una di queste, ravvisando irregolarità, presentò un esposto nel lontano alla procura di Ferrara: partirono le indagini nel 2015 e da allora dopo riscontri e perquisizioni nel laboratorio della ditta romana furono acquisiti elementi di riscontro per sostenere le accuse: truffa e frode per forniture per oltre 700 mila euro. Ma ora, l’Asl che potrà costituirsi parte civile dovrà decidere se confermare o cancellare la aggiudicazione alla Odontart fino al 2019, vista la chiusura di questa indagine. —
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