La Nuova Ferrara

Ferrara

Lido Pomposa 

«Bloccati in casa dal mercato» La protesta delle famiglie

Caterina Bonazza

Residenti pronti a ricorrere al Tar per riuscire a spostare almeno una delle bancarelle che impediscono il passaggio in via Alpi Orientali Nord 

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LIDO POMPOSA. Era il 1987 quando sono partite le prime lettere di lamentele sulla circostanza del mercato estivo del Lido Pomposa che impedisce il passaggio dei residenti e turisti di via Alpi Orientali Nord.

«Un problema a cui non si vuole trovare una soluzione, per 5 mesi l’anno siamo in prigione in casa nostra», esordiscono Antonia Rosa Caporale e il marito Claudio Vella, residenti nella via Alpi Orientali Nord. Si tratta di un complesso di villette in cui tra residenti e turisti transitano 68 famiglie, che hanno un'unica strada carraia di uscita, nel viale in cui il venerdi si tiene il mercato e che crea a tutti numerosi problemi.

«Sono oltre 30 anni che mi batto - spiega la Caporale - scrivendo ai vari sindaci che si sono succeduti, ai vigili urbani e addirittura in tempi remoti anche al pretore, certo mi potrebbero obiettare di parcheggiare il giovedi sera fuori, ma con la delinquenza che c’è in giro in questi tempi io non rischio di vedermi rubata o danneggiata l’auto, oltre al fatto più importante che io e mio marito siamo invalidi motori con percentuali importanti e abbiamo necessità di muoverci con l’auto, non riusciamo a camminare, se dovesse capitare qualcosa durante le ore di mercato qui non riuscirebbe ad accedere un’ambulanza e neanche un medico, come è già successo».

In questi anni la signora ha inviato decine di lettere e raccomandate proponendo anche soluzioni : «Il mercato potrebbe essere spostato sulla rotonda del Bagno Rocca, utilizzato solo come parcheggio per i pendolari del mare e lì non ostruirebbe nessun passaggio di abitazione; oppure spostare le bancarelle, che sarebbero tre, ma ultimamente è solo una quella che c’è sempre, posta tra il lato sinistro di via Marfisa D’Este e via Alpi Orientali Nord, sul piazzale via Costalunga, lì ci sono già altre bancarelle e spazio ce ne sarebbe molto; e creare dei parcheggi nel posto lasciato libero per gli invalidi».

Ma in questi anni, nessuno ha mai risposto almeno formalmente alle lettere dei coniugi portavoci delle 68 famiglie, ma qualcuno aveva trovato una soluzione: «Quando fu sindaco Paolo Carli - commenta il marito della donna - le tre bancarelle vennero tolte, un periodo che durò giusto il tempo del suo mandato, poi tutto tornò come prima. E non sono solo le bancarelle che ostruiscono il passaggio ma anche i venditori abusivi di merce contraffatta, questa zona non è adeguata ad ospitare il mercato e crea intralcio alla circolazione e ai mezzi di soccorso, abbiamo parlato anche personalmente con l’attuale sindaco Fabbri, ma senza avere risposta».

Ora i coniugi intendono andare ancora avanti: «Se non basta andremo al Tar: si tratta di spostare una bancarella e lasciare vivere 68 famiglie».

Caterina Bonazza. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

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