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La stretta sul proliferare del commercio irregolare si fa sentire Ieri al Lido delle Nazioni battigia sgombra dai mercatini improvvisati 

L’effetto divisa funziona Meno abusivi in spiaggia Ma c’è chi li rimpiange

L’effetto divisa funziona Meno abusivi in spiaggia Ma c’è chi li rimpiange

la storiaStretta sui venditori abusivi in spiaggia. Hanno esultato i turisti del primo, rovente weekend di luglio che, ieri mattina, dopo aver raggiunto la spiaggia libera del Lido delle Nazioni,...

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la storia

Stretta sui venditori abusivi in spiaggia. Hanno esultato i turisti del primo, rovente weekend di luglio che, ieri mattina, dopo aver raggiunto la spiaggia libera del Lido delle Nazioni, antistante la Baia Tahiti, sono riusciti a prendere posto sulla battigia, sgombra da mercatini ambulanti improvvisati.

«C’è più ordine rispetto alle scorse estati - commenta dallo sdraio Roberto di Verona -; non ho mai acquistato nulla dai venditori abusivi, perché non sono interessato, ma ora che se ne vedono meno in giro, c’è più tranquillità in spiaggia». Roberto Secchiero di Rovigo, intento a crogiolarsi al sole a riva, ammette: «Eravamo abituati a vederli qua. Non c’era spazio per un ombrellone. Ci mancano», aggiunge con ironia.

questione di igiene

Tra i turisti prevale un senso di riluttanza all’acquisto di merce in spiaggia, non solo per il rischio di incappare nella contravvenzione, ma anche «perché sono prodotti di scarsa qualità», osserva Luisa Ferrigato di Adria, oppure perché «non c'è garanzia di igiene: ho visto cappellini della notte rosa e collane fluorescenti - sbotta Fabrizio Degli Esposti di Pavia - che saranno stati provati da chissà quante persone sudate in spiaggia».

Per Claudio Benazzi di Jolanda di Savoia «la gente sa che si tratta di merce abusiva, ma compra in spiaggia perché è tutta una questione economica. I prezzi sono più bassi rispetto a quelli dei negozi e chi vuole risparmiare non pensa che dà una mano all'illegalità».

un saluto gentile

Il dibattito sotto il sole comincia ad animarsi e c’è chi, come Franca, pure lei di Jolanda di Savoia, tiene a specificare che «io mi fermo sempre a guardare la merce esposta, anche se è abusiva. Ma non compro nulla, mi limito a guardare e a salutare gli abusivi. Sono persone. La maleducazione non va bene. Siamo tutti uguali».

Tra i turisti stranieri, anche Jimmy Diaz, cileno, residente a Trento per lavoro da molti anni: «Qualche anno fa si vedevamo molti abusivi in spiaggia, ora ce ne sono molti meno. Se rilasciassero lo scontrino sarebbe risolto il problema. La presenza delle divise, come oggi, è un deterrente forte».

granite, cocco e massaggi

L’abusivismo è esercitato anche dai venditori ambulanti di granite e di cocco, oltre che dai massaggiatori dagli occhi a mandorla, anche se ieri non si sono visti. «I venditori di cocco fanno un gran chiasso e non si sa con quale acqua lavano le fette che vendono in spiaggia - commenta Rosalba Guizzardi di Pieve di Cento -, per cui io non lo comprerò mai per i miei nipoti, ma ero convinta che fossero venditori in regola».

Per Andrea Lattoli di Portomaggiore, «bisogna tornare a verificare la situazione domani, quando il gazebo dei vigili si sarà spostato da un’altra parte. Mettono in piedi veri e propri mercatini paralleli e c’è chi pianta 4 canne con una tenda per fare il camerino di prova. Ho visto una signora che aveva acquistato un costume - prosegue Lattoli - e che aveva chiesto quando poteva cambiarlo. Le è stato risposto che la domenica ci siamo sempre...». —

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