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Azzerati ritardatari bocciati dai giudici Si decide per i 2500

Azzerati ritardatari bocciati dai giudici Si decide per i 2500

Gli “azzerati” ritardatari non sono ammessi: tutti coloro che hanno chiesto di costituirsi parte civile, non all’udienza del 18 giugno, ma depositando atti in cancelleria e dopo - tramite i loro...

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Gli “azzerati” ritardatari non sono ammessi: tutti coloro che hanno chiesto di costituirsi parte civile, non all’udienza del 18 giugno, ma depositando atti in cancelleria e dopo - tramite i loro legali - non saranno al processo.

Lo hanno deciso ieri mattina i giudici del tribunale (Giacomelli, Lepore e Russo) al processo al crac per l’aumento di capitale. Per tutti gli altri “azzerati”, tra loro azionisti che comprarono azioni dell’aumento di capitale o i detentori di azioni prima e dopo e anche gli obbligazionisti (circa 2500 che hanno chiesto di essere parte attiva), i giudici decideranno alla prossima udienza del 16 luglio. Decideranno in quella data anche sulle richieste delle difese e dei 12 imputati, che ieri mattina nell’aula del Centro Quadrifoglio si sono avvicendati al microfono per indicare ai giudici chi degli azionisti accogliere e chi invece non ammettere: le difese sostengono che solo gli azionisti che comprarono le azioni nel 2011, in occasione dell’aumento di capitale, abbiano titolo per essere parte civile. Tutti gli altri no, perché in realtà sono già in corso cause (per la rifusione danni, al tribunale Imprese, accesa da Vecchia e poi Nuova Carife) contro gli amministratori di Carife per mala gestione. Dunque, sarebbe solo un “doppione” la loro presenza in questo processo come danneggiati. Le difese hanno presentato una serie di eccezioni, memorie particolari, e dato indicazioni ai giudici.

Che nel frattempo hanno nominato un perito che dovrà valutare le condizioni di “stare in giudizio”, essere presente al processo, di un imputato, che sarà stralciato. —

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