«Mutui svantaggiosi Tante richieste finiscono nel nulla»
IL FOCUSPiù compravendite non fanno una ripresa. I numeri, per il mercato immobiliare, sono ancora lontani dall’essere incoraggianti. «L’interesse c’è: tante telefonate, tante richieste di andare a...
IL FOCUS
Più compravendite non fanno una ripresa. I numeri, per il mercato immobiliare, sono ancora lontani dall’essere incoraggianti. «L’interesse c’è: tante telefonate, tante richieste di andare a vedere le case, ma al momento di chiudere spesso non se ne fa niente», spiegano da Real Casa Intermediazioni di via Gobetti 11.
Cercasi credito
Una parte di responsabilità, continuano dall’agenzia, è delle banche: «I mutui non vengono coperti in toto, al massimo all’80%, e molti potenziali acquirenti faticano ad affrontare la spesa, specialmente se lavorano nel privato, visto che gli istituti tendono a privilegiare il credito ai dipendenti statali». Ci sono anche coppie di quarantenni, aggiunge, che dovrebbero chiedere aiuto ai genitori per coprire quel 20% mancante, e non tutti sono disposti a farlo. A mettersi di traverso - incalza - sono poi i periti delle banche, «che valutano gli immobili al ribasso, e di conseguenza anche la copertura per il mutuo».
Poca stabilità
Un punto pesante a sfavore di una reale ripresa del settore è la situazione del mercato del lavoro, «perché solo con un contratto a tempo indeterminato le persone sono nella condizione materiale e psicologica per accendere un mutuo». Si arriva a chiudere la compravendita, confermano dalla Web Immobiliare di via Contrari, «solo quando si raggiunge il giusto equilibrio tra qualità dell’immobile e richiesta economica, a meno che l’acquirente non venga da fuori e abbia quindi esigenze e stili di vita diversi».
Meglio in centro
La zone più ambita resta il centro storico, o perlomeno quelle a ridosso del cuore cittadino. «Premesso che su cento contatti, ottanta sono interessati a un affitto e solo venti a un acquisto - intervengono ancora dalla Real Casa Intermediazioni - le richieste si concentrano in un raggio a pochi chilometri dal centro. I paesi e le frazioni fuori non li vuole nessuno, perché quello che si risparmia in affitto o nel mutuo poi lo si paga in trasporti, benzina o parcheggi».
Meno scelta
Spesso gli edifici di vecchia data sono più gettonati di quelli di nuova costruzione. «Vanno molto quelli degli anni Ottanta, anche se di classe energetica inferiore» confermano da via Gobetti. «Il problema - chiudono da via Contrari - è che il 70% delle imprese edili è fallita. Quando le aziende lavoravano a spron battuto, la scelta e la qualità erano ben più ampie. Ora non è così. E Ferrara resta un mercato difficile». —
A.M.
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