Giulio Barbieri tentato dalla corsa a sindaco «Ma mi candido solo se c’è un fronte unito»
il colloquioGiulio Barbieri si candida a sindaco di Ferrara? La domanda in questo periodo di incertezza politica è tutt’altro che fuori luogo, visto che in altre tornate elettorale l’imprenditore...
il colloquio
Giulio Barbieri si candida a sindaco di Ferrara? La domanda in questo periodo di incertezza politica è tutt’altro che fuori luogo, visto che in altre tornate elettorale l’imprenditore ferrarese è stata protagonista della vita politica della città con la civica “Io amo Ferrara” creando qualche problema in termine di fuga di voti alla truppa del centrosinistra anche ai quei tempi di vacche grasse.
La musica politica anche a Ferrara pare abbia cambiato spartito, i risultati delle ultime elezioni sono state un forte campanello d’allarme per l’attuale maggioranza, chiamata il prossimo anno a confermarsi tra mille difficoltà.
Ritorno in campo a una condizione
Ecco allora che un’eventuale carta Giulio Barbieri potrebbe essere spesa nel segno del rinnovamento da parte delle opposizioni.
«Candidarmi a sindaco di Ferrara? – risponde alla domanda Barbieri – Guardi premetto subito che non ho tempo da perdere e ho tante altre cosa da fare con la mia azienda. Lascio però aperta l’ipotesi di valutare un’eventuale mia candidatura a parte che ci sia un fronte comune disposto a sfidare l’attuale potere che è radicato a Ferrara da più di 70 anni. Per il rinnovamento e il cambiamento non occorre coltivare i tanti piccoli orticelli che vedo spuntare, ma ci vuole un podere unico. Solo a queste condizioni, con un raggruppamento trasversale ma compatto, potrò valutare la mia possibilità di riscendere in campo per il bene di Ferrara.
Io amo Ferrara come civica potrebbe essere rispolverata dopo i fasti dei primi anni Duemila, quando la lista capitanata dall’imprenditore riuscì ad ottenere una percentuale di voti in doppia cifra.
Un fronte comune
«A questa condizione – spiega Barbieri – e considerate le difficoltà del centrosinistra, si riuscirebbe a vincere anche al primo turno. La mia disponibilità alla guida della città, lo ripeto è condizionata da questa sentire comune per il cambiamento. Io non sono né di destra, né di sinistra e ho raccolto in passato anche molti voti trasversali. Questo è il momento opportuno per riuscire veramente a portare del rinnovamento, visto che la classe politica che fino ad ora ha governato la città ha badato più alla gestione che al vero rinnovamento. La politica è diventata una cosa molto imprevedibile e la sinistra non è mai stata così tanto in difficoltà, e poi mancano anche le figure politiche per mandare avanti il cambiamento mancano gli uomini, non presentando persone nuove. La mia candidatura è vincolata a questi fattori di un fronte unito che crede al cambiamento, dico subito no ad un eventuale giuoco delle tre carte di chi vuole coltivare solo i propri interessi elettorali. Qualcuno mi ha dato anche del populista, ma non si è mai visto un imprenditore populista, sono abituato a lavorare e se sarà possibile fare qualcosa di buono per la mia città non mi tirerò indietro». –
Gian Pietro Zerbini
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