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omicidio branchi 

Processo per le bugie su Willy Sotto accusa un pensionato

D.P.
Processo per le bugie su Willy Sotto accusa un pensionato

Carlo Selvatico è imputato  di falsa testimonianza:  la famiglia del ragazzo ucciso  ammesa parte civile dal giudice «Ha danneggiato l’inchiesta» 

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GORO. Sarà il primo processo per l’omicidio di Willy Branchi. Anche se non si parlerà della morte del ragazzo 18 enne ucciso 30 anni fa, una morte che da allora è stata coperta da segreti inconfessati e dall’omertà di un pezzo del paese. Sarà il processo alla omertà di Goro, quello che si è aperto ieri mattina davanti al giudice Piera Tassoni e al pm onorario Alessandro Rosetti e che vede imputato di falsa testimonianza al pm, un pensionato di Goro: Carlo Selvatico, 77 anni, è accusato per comportamenti e parole non dette, che hanno, di fatto, danneggiato l’inchiesta sull’omicidio di Willy, prima archiviata ed adesso riaperta dopo le richieste del legale della famiglia Branchi, Simone Bianchi. Proprio il legale, ieri mattina ha chiesto e ottenuto dal giudice Tassoni di essere parte civile nel processo contro Selvatico: perchè, ha spiegato il legale «la famiglia è stata danneggiata da Selvatico nella ricostruzione della verità e quindi abbiamo il diritto e dovere di essere parte attiva in questo processo». Detto, fatto. Il processo è stato rinviato al prossimo 13 marzo, quando si potrà entrare nel vivo delle questioni che fanno da sfondo alle bugie di Selvatico: «Con la sua falsa testimonianza - spiega ancora il legale - Selvatico ha arrecato all’ indagine sull’omicidio di Willy un danno incalcolabile, mi auguro non sia irrimediabile. Ovvio c’è molta soddisfazione per l’ammissione a parte civile, non era scontata: è tutto nostro interesse esserci per sottolineare il danno che ha causato questo testimone, danno evidenziato dalla richiesta di archiviazione del pm Tittaferrante per lo sviamento della verità». Secondo quanto emerso, Selvatico - nel momento clou dell’inchiesta sull’omicidio di Willy Branchi - in giro per Goro faceva domande, chiedeva degli sviluppi delle indagini in corso, aveva paura di esser arrestato, finire nei guai. Incontrando un cittadino di Goro, tramite una terza persona, si presentò sotto falso nome chiedendo di indagini e intercettazioni, sapendo già tutto su persone e fatti legati alla morte di Willy. Poi ascoltato da pm e carabinieri smentì tutto. Ora dovrà spiegare il perchè di tutto questo. —

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