La Nuova Ferrara

Ferrara

san carlo 

Truffa del dopo sisma Chiese soldi per la casa già inagibile nel 2010

Daniele Predieri
Truffa del dopo sisma Chiese soldi per la casa già inagibile nel 2010

Anziana imprenditrice a processo per tentato raggiro e falso Domanda di contributi per un milione e 200mila euro 

2 MINUTI DI LETTURA





SAN CARLO. È solo una delle tante truffe finite sotto processo. Una truffa, almeno tale per l’accusa, per aver cercare di intascare i fondi per la ricostruzione del dopo terremoto: una truffa scoperta dall’allora Comune di Sant’Agostino, arrivata in tribunale e che ieri davanti al giudice Piera Tassoni ha visto proprio la costituzione di parte civile del nuovo comune di Terre del Reno, con l’avvocato Elisa Cavedagna.

Quei contributi non dovuti. Sotto accusa è Miranda Guerra, 70enne, e a suo carico la tentata truffa, poiché la richiesta di contributi per gli immobili inagibili - e che erano tali anche prima del sisma 2012- venne bloccata proprio dai controlli del Comune. Secondo la procura e gli accertamenti svolti, la donna per un immobile di sua proprietà in cui aveva attività artigianale, in via Martiri della libertà a San Carlo, presentò la richiesta di contributo per la ricostruzione al Comune di Sant’Agostino per una cifra considerevole: 1 milione e 200 mila euro.

Fondi per oltre un milione. Per l’accusa fu una richiesta del tutto illecita, in quanto dopo i controlli messi in campo dallo stesso comune (una ulteriore conferma di quanto anche la Nuova ha registrato nelle settimane scorse, sul fatto che le verifiche degli enti pubblici funzionano) si scoprì che inagibilità e inabitabilità dell’immobile erano presenti anche prima del terremoto del 2012: addirittura secondo le risultanze degli atti d’accusa, già dall’ottobre 2010. Anzi, l’aggravante - almeno giudiziaria per la donna imputata- è dovuta al fatto che è accusata di falso per aver dichiarato nei moduli alla Regione Emilia Romagna, falsamente, che i locali della propria attività erano agibili al tempo del terremoto, mentre già dall’ottobre 2010 non lo erano.

Errori commessi in buona fede?. Il processo dovrà valutare attentamente la posizione della donna, poiché non si tratterebbe dei soliti furbetti del terremoto: e sarà il processo stesso a indicare se possa essersi trattato anche di errori commessi in buona fede, indica la difesa. Ieri mattina il giudice dopo aver accolto la richiesta del Comune Terre del Reno di essere parte civile, ha aggiornato l’udienza al 6 febbraio 2019 per ascoltare i primi testimoni. —

Daniele Predieri. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google