Dalla Banca europea un ok alla ricostruzione
I delegati della Bei hanno controllato lo stato di attuazione dei progetti Il Centese scelto per le verifiche sugli interventi post sisma nelle aziende
CENTO. Visita della Banca Europea Investimenti (Bei) per monitorare la ricostruzione post sisma nell’ambito del settore produttivo. Cento è stata scelta come tappa del sopralluogo nei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
Secondo un piano di visite periodiche, infatti, i funzionari europei monitorano lo stato di attuazione della ricostruzione, così da verificare l’impiego e l’efficacia dei fondi: la Bei ha cofinanziato con 1,6 miliardi di euro il plafond di oltre 6 miliardi di euro stanziato dal governo, attraverso Cassa depositi e prestiti, per la ricostruzione privata di abitazioni e di imprese.
Se a Pieve di Cento la delegazione Bei ha visitato il centro storico soffermandosi sugli interventi residenziali (pratiche Mude), a Cento si è concentrata sulle realtà produttive (pratiche Sfinge): Lourdes Llorens Abando, accompagnata dal vicesindaco Simone Maccaferri e dai rappresentanti della Regione, ha visitato Fca Vm Motori, azienda agricola Giorgio Cavicchi e Unicom Group.
Aziende recuperate. «Questa visita – afferma Maccaferri -ha permesso di mostrare casi concreti di ricostruzione alla delegazione della Banca Europea degli Investimenti, che ha apprezzato il lavoro messo in campo per rinascere dopo il sisma. Abbiamo scelto tre realtà diverse, per dimensione e settore, che sono rappresentative del nostro tessuto imprenditoriale. È infatti importante fare leva sugli esempi positivi di imprenditori che, grazie agli investimenti erogati tramite Sfinge, hanno potuto dare continuità al proprio operato sul territorio comunale».
In Fca Vm è stato illustrato il complesso intervento svolto che, dopo la prima messa in sicurezza, ha visto “ingabbiare” un ampio capannone danneggiato dal terremoto. L’attività è sempre continuata, elaborando e attuando procedure, sistemi e metodiche particolarmente articolate per garantire l’operatività e la sicurezza in concomitanza con i lavori.
conservazione e costruzione. Focus sulla conservazione, invece, all’azienda agricola Cavicchi, agriturismo con fattoria didattica, dove, come è stato spiegato, il tetto dissestato è stato parzialmente rifatto cercando di conservare il tavolato originario settecentesco e i pilastri, a rischio di ribaltamento, sono stati in parte demoliti e ricostruiti con materiale recupero, mentre al primo piano sono stati condotti la messa in sicurezza e consolidamento.
Caso di nuova costruzione invece per l’Unicom Group, società che a Casumaro - dove sono stati numerosi i capannoni colpiti dal sisma - opera nelle attività di progettazione, produzione e installazione di impianti di movimentazione del materiale. La distruzione è stata tale da necessitare la demolizione e la ricostruzione ex novo, realizzata in un anno mentre si è continuato a lavorare, pur in condizioni difficili, in tensostruttura e container. —
Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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