L’assemblea regionale dà il via libera alle fusioni
Domenica 7 ottobre i referendum per unire Berra a Ro e Formignana a Tresigallo Soddisfatto il Pd: «Processi fisiologici tra comunità simili e benefici economici»
bologna
L’assemblea legislativa regionale ha dato il via libera: domenica 7 ottobre a Berra, Formignana, Ro e Tresigallo i cittadini voteranno il referendum per approvare o meno la fusione. L’esito era piuttosto scontato, infatti ieri a Bologna le vere discussioni sono nate per le due fusioni bolognesi, mentre le due ferraresi sono filate via lisce ottenendo un voto unanime.
Afarsi portavoce delle due fusioni ferraresi sono stati i consiglieri regionali del Pd, Paolo Calvano per Formignana e Tresigallo, Marcella Zappaterra per Berra e Ro. «Il processo di fusione tra questi Comuni è fisiologico - hanno detto -, perché fin dal 2009, all’interno dell’Unione Terre e Fiumi, condividono servizi in forma unificata. Oltre a ciò, sono innumerevoli le similitudini nella composizione delle relative comunità e delle attività produttive prevalenti». Fusioni che porteranno benefici economici, rispettivamente 12 milioni di euro in dieci anni a Formignana-Tresigallo e 15 nello stesso periodo a Berra e Ro. «Non si avvia un processo lungo e complesso come questo solo per avere maggiori risorse a disposizione, semmai è vero l’esatto contrario. Attraverso le fusioni si riconosce una volta di più l’esistenza di un’unica comunità e un unico soggetto amministrativo».
I consiglieri regionali pentastellati Andrea Bertani e Silvia Piccinini avevano chiesto certezze sul valore del referendum. In particolare, era stato frainteso il fatto che nell’eventualità di una bocciatura alla fusione, i consigli comunali potessero “forzare” e andare comunque avanti. Invece, oltre ad essere confermato che le fusioni passano se c’è la maggioranza dei voti in tutti i Comuni coinvolti, non è consentito ai consigli di poter invalidare la volontà dei cittadini.
Il capogruppo regionale leghista Alan Fabbri, come già dichiarato a La Nuova Ferrara, ha ribadito ancora ieri in assemblea a Bologna che, pur votando a favore ad entrambe le fusioni per dare la possibilità ai cittadini di scegliere il futuro del proprio ente, attende uno studio di fattibilità per l’unione tra Berra e Ro per esprimere un giudizio su questa fusione.
Finora si è (più o meno) sempre parlato di fusione e non di come si presenteranno i vari partiti al voto. «Come Pd abbiamo promosso queste fusioni per il beneficio economico dei Comuni, non in virtù di ragionamenti politici. Intanto - aggiunge la Zappaterra -, vediamo di approfittare di questi contributi per realtà piccole e con sempre meno denaro a disposizione, poi se al referendum vincerà il “sì” faremo ragionamenti politici in vista delle successive elezioni. —
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