La Nuova Ferrara

Ferrara

i nuovi “buoni lavoro” 

«I voucher nel turismo sarebbero un dramma»

Lauro Casoni
«I voucher nel turismo sarebbero un dramma»

I sindacati dicono no alla reintroduzione: creano veri e propri eserciti di sfruttati In agricoltura, invece, per Coldiretti sono una incredibile opportunità per i giovani 

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I voucher non piacevano prima ai sindacati, non piacciono ora che saranno reintrodotti dopo la pubblicazione del Decreto “dignità” del ministro Di Maio in Gazzetta ufficiale: torneranno sia in agricoltura che nel settore turismo ma accendono le reazioni degli stessi sindacati e la loro levata di scudi. «La possibile reintroduzione sarebbe un dramma per il turismo, la stagionalità va gestita attraverso la contrattazione», spiegano a Ferrara i sindacati Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uiltucs per voce dei segretari Fabrizio Tassinati, Luca Benfenati e Giorgio Zattoni. Dopo le «dichiarazioni sconcertanti» del ministro (sulla reintroduzione dei voucher), aggiungono, «forse non si sa o si fa finta di non sapere che il massimo dell’abuso dei vecchi voucher si è registrato proprio nei nostri settori dove i “buoni lavoro” servivano per istituzionalizzare il lavoro nero o in alcuni casi per garantire le aperture notturne nelle grandi catene della distribuzione, creando veri e propri eserciti di sfruttati».

In bar e ristoranti per risparmiare

E ricordano ancora che «alcuni grandi operatori della ristorazione commerciale hanno preso lavoratori tutti a voucher quando si trattava di aprire nuovi punti di vendita: bar e ristoranti utilizzavano i voucher in sostituzione di contratti veri, solo per risparmiare».

Dello stesso tenore i sindacati dell’agricoltura, altro settore per cui è pensato il ritorno dei “buoni” introdotti nel 2003 per pagare il lavoro occasionale e poi aboliti nel 2017 dal governo Gentiloni anticipando così il referendum voluto dalla Cgil che voleva cancellare uno strumento che secondo i sindacati alimentava il caporalato e costituiva una vera è propria forma di schiavitù.

Sindacati agricoli ferraresi di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil che avevano già annunciato il loro No, con i segretari Paolo Fabbiani, Cristiano Pistone e Mirko Cavallini perchè «ogni passo indietro nella lotta al caporalato e alla intermediazione illecita di manodopera significherebbe rinunciare a quanto ottenuto in questi anni a tutela di lavoratori e della legalità del settore».

L’Emilia era nelle prime posizioni

Dal loro punto di vista, invece, le associazioni agricole hanno espresso nei giorni scorsi apprezzamento rivendicando uso corretto dello strumento e la difficoltà nell’applicazione degli strumenti alternativi che si erano da subito rilevati impraticabili dal punto di vista burocratico. Secondo UnionCamere Emilia Romagna osservando i dati in Italia, da agosto 2008 a marzo 2017, l’Emilia-Romagna è nelle primissime posizioni: risulta terza nell’utilizzo dei buoni lavoro dopo Lombardia e Veneto. E proprio dalla Coldiretti , per voce di Mauro Tonello, presidente di Coldiretti Emilia Romagna, arriva il via libera.

Una incredibile opportunità

«Ancora i Voucher? Si tratta di una decisione importante e fortemente sostenuta da Coldiretti dopo che la riforma ha di fatto azzerato questa opportunità in agricoltura ma anche di incredibile opportunità per avvicinare al mondo dell’agricoltura i giovani». Anche per Tonello la burocrazia che aveva sostituito i voucher in agricoltura si era dimostrata un fallimento facendo crollare del 98 per cento in valore l’uso dei buoni lavoro» . —

Lauro Casoni

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