Solidarietà tra pakistani: «Colletta per riportare la salma di Rasab a casa»
La comunità pakistana si sta mobilitando per trasportare in patria la salma di Rasab Ishaq, il trentenne rimasto ucciso martedì sera in un incidente ferroviario. «Ci siamo proposti subito di...
La comunità pakistana si sta mobilitando per trasportare in patria la salma di Rasab Ishaq, il trentenne rimasto ucciso martedì sera in un incidente ferroviario.
«Ci siamo proposti subito di provvedere alle spese del trasporto della salma a Gujrat, suo paese di origine - spiega Waheed Akbar, responsabile della comunità pakistana ferrarese - ma sappiamo anche che Rasab aveva, oltre al fratello, molti compaesani che si stanno adoperando per aiutare il fratello a compiere questo ultimo doveroso e triste atto». Proprio il fratello è stato l’ultimo familiare a vedere Rasab vivo. Lui e Rasab erano arrivati insieme in stazione. La giovane vittima aveva accompagnato il fratello a prendere il treno per andare a Cosenza, dove la Commissione territoriale stava vagliando la sua richiesta di asilo. Rasab invece sarebbe dovuto andare ieri. Dopo aver salutato il fratello Rasab aveva attraversato il binario 4 senza usare il sottopassaggio, forse parlando al telefono con gli auricolari. Un’imprudenza che gli è stata fatale. Proprio in quel momento, erano circa le 22, sopraggiungeva a 110 chilometri all’ora il FrecciaRossa proveniente da Roma. Il macchinista ha azionato la sirena di allarme, ma Rasab non se ne è accorto e l’impatto è stato inevitabile.
Una morte che ha suscitato lutto e dolore nella comunità di Salvatonica guidata da don Giorgio Lazzarato, dove il giovane viveva da diverso tempo dopo essere arrivato in Italia cinque anni fa. Il fratello di Rabat ha potuto essere avvertito soltanto ieri, e la tristissima notizia è stata poi comunicata anche ai genitori di Rabat, che vivono ancora in Pakistan. —
Mar.Go.
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