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i funerali di maran 

Arrivederci a Davide ragazzo cullato dalla natura

Beatrice Barberini
Arrivederci a Davide ragazzo cullato dalla natura

Chiesa del Penzale gremita per l’ultimo saluto al 26enne morto in Slovenia. La famiglia: «Eri un ragazzo dolce, amante dell’imprevisto, curioso e sensibile»

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CENTO. «Acqua, sole, vento, piante, e tutto quanto fosse natura, faceva parte di Davide. Ogni volta che guarderemo un fiore, un’erba, ci ricorderemo di te e sapremo che continuerai a starci accanto e a proteggerci».
Ieri l’ultimo commosso saluto a Davide Maran, giovane studente centese morto a Lubiana (Slovenia).
Una comunità affranta. Dopo essere stata per mesi con il fiato sospeso, nel giorno dei funerali tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia Maran. Raccolti nella preghiera e nel ricordo indelebile di Davide, in una chiesa gremita, tantissimi giovani, amici e conoscenti del 26enne, il cui corpo è stato recuperato dopo mesi di ricerche nel fiume Ljubljanica. Davvero in tanti, a testimoniare la vicinanza al papà Giovanni, alla mamma Loretta e alle sorelle Angela ed Elena, e ai parenti. Proclamato il lutto cittadino, ieri pomeriggio ad accogliere il feretro ricoperto di fiori bianchi, davanti alla chiesa di Penzale, il sindaco Fabrizio Toselli con la municipale, e una rappresentanza di carabinieri e guardia di finanza.

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Le parole del parroco. Da don Remo Rossi, il messaggio di fede: «Oggi non diciamo addio a Davide, non lo salutiamo per sempre. È solo un arrivederci. Lui continuerà a vivere accanto a noi in una maniera diversa. Non col suo corpo, Davide è qui accanto a noi, con la sua persona, la sua vita. Non è il numero degli anni, ciò che rende l’uomo sapiente o gradito a Dio. La vita terrena è solo un passaggio, una preparazione alla vita eterna».
La famiglia. È alla preghiera dei fedeli che la famiglia Maran ha affidato il ricordo e l’amore per Davide: «Amante dell’imprevisto, curioso e sensibile, serafico, dolce. Potremmo descrivere Davide con mille altri aggettivi». E rivolgendosi a lui: «Hai incontrato il Signore nella natura. La tua vita è stata breve ma piena di esperienze e ricca di rapporti personali. Hai coltivato le tue passioni con entusiasmo, hai rispettato e amato ogni persona. Fa che anche noi possiamo vivere pienamente. Preparaci la via per ritrovarci un giorno e continuare assieme nella luce di Dio». Difficile e doloroso comunque, «accettare la morte, soprattutto quando ci sembra ingiusta e prematura».
Gli amici. Difficile da colmare il vuoto che il giovane ha lasciato nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato. Ecco il commosso saluto di un amico: «La natura che tanto amava se l’è portato con sé. Ci piace pensare che sia stato cullato dalla natura come lui la cullava, tra le sue mani, con tanta cura. Ogni fiore, ogni foglia, ogni filo d’erba che ha incontrato, l’ha osservato e adorato. Preghiamo per aver il suo stesso coraggio nell’appassionarsi alla vita, e cercare un giorno di realizzare noi stessi, come lui cercava di fare». Ieri si è aggiunto anche il messaggio di cordoglio della società sportiva Benedetto XIV (Maran era cugino del cestista Cortese). —

Beatrice Barberini
 

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