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Dopo il crac, Bper condannata a pagare per Carife

Daniele Predieri
Dopo il crac, Bper condannata a pagare per Carife

Il tribunale dà ragione ad un obbligazionista e impone alla banca di rimborsare i danni causati dalla Cassa di Risparmio 

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FERRARA. Le sentenze si ripetono, i giudici civili sempre più danno ragione a obbligazionisti e azionisti di vecchia Carife. L’ultima sentenza nella contesa sui risparmi azzerati, è stata depositata giorni fa, dal giudice Anna Ghedini che in merito all’acquisto di obbligazioni subordinate nel lontano 2007 (oggi azzerate) «condanna Bper alla restituzione della somma di 180mila euro, per inadempimento di Cassa di Risparmio di Ferrara». Perchè Bper? Perchè il giudice Ghedini ha riconosciuto «Nuova Carife responsabile per l’operato di vecchia Carife nelle prestazioni del servizio finanziario (la vendita di obbligazioni, ndr)». E dunque Bper oltre agli onori (acquisto di Carife per un euro simbolico) dovrà far fronte agli oneri, le condanne.

Dal punto di vista tecnico, il giudice ha riconosciuto la legittimazione passiva di Nuova Carife oggi Bper, ma si faccia attenzione: il rimborso per cui è avvenuta la condanna al risarcimento non riguarda il capitale investito ma l’ammontare del danno per le irregolarità di vecchia Carife. Dunque se la vecchia banca ha sbagliato nel proporre obbligazioni - senza rispettare norme e regolamenti Consob - oggi per quegli atti irregolari e ritenuti illeciti viene chiamata in causa Bper.

«La pronuncia del tribunale è molto importante - spiega l’avvocato Antonio Finessi che ha rappresentato il risparmiatore Carife nella causa civile - perché il giudice ha riconosciuto la possibilità per gli obbligazionisti azzerati di Carife di agire nei confronti del cosidetto ente ponte Nuova Carife, prima, e della cessionaria Bper Banca poi». «Il giudice - continua il legale - ha sottolineato che oggetto della pretesa dei sottoscrittori sia non il rimborso del capitale investito, ma il risarcimento del danno conseguente alle inadempienze dell’istituto che aveva negoziato gli strumenti finanziari». Una decisione importante perchè ratifica il principio per cui se è vero che azionisti e obbligazionisti, dopo la risoluzione (il tristemente famoso Salvabanche) non possono reclamare le somme investite, possono caso per caso, agire per vie legali, e ottenere il rimborso dei danni subiti. La sentenza è la seconda in ordine temporale del tribunale di Ferrara che condanna Bper a pagare per conto di vecchia Carife, la prima sempre a firma del giudice Ghedini.

Questa seconda tuttavia è ancora più “forte” perchè nell’articolazione il giudice cita altre sentenze, emesse in questo periodo. Quella del tribunale delle imprese di Milano (in materia, è una sorta di Cassazione) che obbliga (in quel caso) Nuova Banca Marce, oggi Banca Adriatica, a far fronte alle pretese di tre azionisti di vecchia Banca Marche. E smentisce quella del tribunale imprese di Bologna, i cui giudici davano ragione a Nuova Carife riconoscendo che non era possibile essere chiamata in causa per vecchia Carife. —


 

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