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I commercianti preoccupati accusano: servivano soluzioni alternative A risentirne è anche il mercato del venerdì, poca gente tra le bancarelle 

«Con la statale chiusa vendite dimezzate» Conti amari a Ponte

Margherita Goberti
«Con la statale chiusa vendite dimezzate» Conti amari a Ponte

Il CasoVia Padova si presenta insolitamente senza traffico; anche se ogni tanto un camion sfreccia verso Pontelagoscuro probabilmente senza sapere che dopo poco sarà costretto a fermarsi e cambiare...

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Il Caso

Via Padova si presenta insolitamente senza traffico; anche se ogni tanto un camion sfreccia verso Pontelagoscuro probabilmente senza sapere che dopo poco sarà costretto a fermarsi e cambiare direzione; a meno che non sia diretto al cantiere che sta lavorando sul ponte. Ma se il percorso è più piacevole per gli automobilisti, non sono dello stesso umore i commercianti, gli ambulanti del mercato settimanale e anche i residenti che spesso devono recarsi a Santa Maria Maddalena per visite, lavoro o altri motivi.

Vendite a picco: - 60%

«Noi siamo proprio in via Padova, quindi sul passaggio di chi va verso il Veneto e di chi viene – si lamentano Monica e Rebecca dipendenti del Bar Pasticceria Vogue – E come noi circa 500 altre aziende disseminate fra Ferrara e Ponte. Allora ci siamo chieste: non potevano organizzarsi molto tempo prima e trovare una soluzione alternativa alla chiusura? I due Comuni dovevano pensare al disagio economico che la chiusura del ponte avrebbe causato alle imprese del territorio. Noi stiamo perdendo il 60-70% ma dobbiamo pagare le stesse tasse come se fossimo a pieno regime. E del resto nessuno si è imposto; la gente si è lamentata e poi ha accettato la situazione. Intanto noi che avevamo l’orario 6 – 20 ora chiudiamo definitivamente alle 13 e lo faremo a luglio e agosto».

Colazioni e aperitivi ko

A Ponte c’è il Bar Tabacchi Jazz gestito da Giuliana Felletti che lamenta un calo del 50%. «Ne risento sulle colazioni e sull’aperitivo; mi salvo con la tabaccheria e il lotto», riferisce». Poco distante c’è la merceria di Federica Scabbia, che abita a Santa Maria Maddalena. «Devo prendere l’autostrada quattro volte al giorno – dichiara – e ora spendo per la benzina circa 40 euro la settimana, ma il negozio è qui da 32 anni e non posso chiudere. Inizialmente era ancora peggio; adesso forse qualcuno si sta organizzando con il traghetto e mi sembra di aver recuperato qualcosa».

Bancarelle desolate

Ieri era giorno di mercato ma non c’era molto affollamento davanti alla bancarelle. «Noi veniamo da Chioggia – raccontano i coniugi Sabrina e Alberto che vendono pesce – e arriviamo da Polesella– Copparo facendo 35 km in più fra andata e ritorno; sul Piave in provincia di Treviso per un fatto analogo hanno costruito un altro ponte provvisorio e non ci sono problemi per la viabilità».

Da Fiesso Umbertiano arriva Davide Vincenzi che vende scarpe; lui oltre a dovere percorrere l’autostrada ha anche il problema che la sua bancarella da un mese è esattamente posizionata sopra un dissuasore del traffico largo circa tre metri. Ma questa è un’altra storia. —

Margherita Goberti

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