Preventivo da infarto: 116mila euro per i rifiuti Un calcolo sbagliato fa tremare la casa di riposo
il casoErano lettere inviate con le migliori intenzioni: rassicurare, spiegare, e magari dimostrare che tutto sommato il nuovo sistema di tariffazione dei rifiuti avrebbe consentito di risparmiare...
il caso
Erano lettere inviate con le migliori intenzioni: rassicurare, spiegare, e magari dimostrare che tutto sommato il nuovo sistema di tariffazione dei rifiuti avrebbe consentito di risparmiare qualche soldino. E invece, per un errore materiale di calcolo, quelle missive così premurose hanno ottenuto l’effetto contrario, prospettando ad allibiti utenti l’arrivo imminente di bollette astronomiche.
centomila euro di rifiuti
Una svista macroscopica di Hera, per la quale la Multiutility si è affrettata a scusarsi con telefonate riparatrici ai diretti interessati: 15 gli utenti di Ferrara destinatari di lettere sbagliate, e tra questi la struttura per anziani “Opera Arcivescovile Betlem per chi Soffre” di via Fabbri, che secondo la prima, maldestra stima comunicata da Hera, quest’anno avrebbe dovuto sborsare 116.126,90 euro per i rifiuti, a fronte dei 17.279 euro pagati nel 2017 per la vecchia Tari.
L’interpellanza
Un incremento esorbitante, che ha indotto anche il consigliere comunale di Gol Francesco Rendine a presentare un’interpellanza, paventando che «con questi costi e questo modo di operare, chi si occupa di assistenza andrà in altre città, con perdita di altri posti di lavoro per Ferrara, oppure dovrà aumentare le tariffe applicate agli ospiti, con relativa perdita di denaro per le famiglie ferraresi».
Lo scenario, in realtà, non appare così catastrofico, e alla luce dei calcoli riveduti e corretti, gli operatori del Betlem, gli ospiti nonché le loro famiglie possono dormire sonni tranquilli.
Errore di calcolo
È successo, insomma, che qualcuno ha semplicemente sbagliato una moltiplicazione, innescando un effetto-domino che ricorda la famosa farfalla che sbattendo le ali provoca un uragano dall’altra parte del mondo.
Hera infatti nella sua lettera “galeotta” illustrava alle utenze non domestiche le conseguenze, per la bolletta, derivate dalla scelta del contenitore per conferire i rifiuti. Nel caso del Betlem: tre cassonetti da 1.700 litri ciascuno. La bolletta, ormai si sa, è composta da una quota fissa (nel caso specifico: 12.439,7 euro) e da una quota variabile, quest’ultima ottenuta moltiplicando i litri minimi annui (per il Betlem 44.200) con il costo unitario dei rifiuti indifferenziati (ovvero 0,0545454 euro al litro). Ed è proprio qui che è successo l’inghippo. Perché la moltiplicazione, che avrebbe dovuto dare come risultato 2.410, non si sa come è “impazzita” e ha finito per dare 88.540,21. Facile immaginare, con un risultato così sballato, gli effetti sul conto finale che, addizione dopo addizione è approdato all’iperbolica bolletta di 116.126,90 euro, quasi centomila in più rispetto al 2017. Al contrario, rifacendo daccapo tutti i conti con i parametri giusti, la tariffa 2018 farà risparmiare al Betlem circa 200 euro, scendendo a 17.076 euro.
Il mea culpa di Hera
Per ripiegare all’autogol - foriero di equivoci e forse anche di qualche “coccolone” - Hera ha già provveduto a contattare i destinatari delle lettere sbagliate, spiegando l’equivoco e comunicando l’importo esatto. Così le spaventose e odiate missive hanno potuto finalmente essere cestinate, naturalmente nel contenitore differenziato per la carta. —
Alessandra Mura
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