Incendio alla Kastamonu, arrivano le prime proteste
Molti cittadini lamentano il problema della puzza, M5s critico sui controlli Vigili sempre al lavoro e ieri primo tavolo tecnico. Il sindaco: Arpae monitora l’aria
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CODIGORO. Prosegue imperterrito il lavoro dei vigili del fuoco alla stabilimento Kastamonu (ex Falco), dopo l’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di sabato. Lavoro per il quale serviranno ancora diversi giorni (l’area è di ben 60mila metri quadrati), anche se vengono esclusi pericoli per la salute pubblica: l’aria viene monitorata costantemente. Non mancano, però, le segnalazioni relative alla puzza, sia da Comacchio e dai Lidi che dai paesi vicini, dipende da come gira il vento.
le misure adottate
Il Comune di Codigoro ha istituito un tavolo tecnico in grado di coordinare l’attività e porre in essere eventuali interventi, qualora si rendano necessari, per gestire un’insorgente emergenza. Il sindaco Alice Zanardi ha informato che «immediatamente sono state adottate tutte le misure previste per la gestione dell’emergenza. Sul posto sono intervenute squadre di vigili del fuoco, Ausl, forze dell’ordine e Arpae, la quale già da ieri (sabato, ndr) monitora la qualità dell’aria costantemente. E oggi (ieri, ndr) ho istituito un tavolo tecnico alla presenza dei soggetti interessati, da cui è emerso che al momento non si rileva pericolo per la salute pubblica».
intervento lungo
Il sindaco conferma che «le operazioni di spegnimento, vista l’entità dell’incendio e il fenomeno dell’autocombustione, dureranno diversi giorni. Il fumo causato dall’incendio e dal vapore acqueo tendenzialmente durante il giorno ha direzione verso l’entroterra, mentre la sera si dirige verso il mare, con probabili conseguenze alla viabilità; si consiglia quindi di usare prudenza. Domattina (oggi, ndr), ho attivato un nuovo tavolo tecnico per aggiornamenti sulla situazione. Ringrazio le aziende agricole che ci stanno aiutando e la ditta Kastamonu, che resta a disposizione per qualsiasi chiarimento». Da segnalare che i pompieri per spegnere le fiamme stanno usando i tanti irrigatori dell’azienda.
reazioni politiche
Gli esponenti di M5s prendono posizione con Claudio Dolcetti, capogruppo consiliare: «È inutile e dannoso far finta di nulla. Chiederemo di istituire una commissione ad hoc per valutare se chi ha il compito di vigilare ha fatto tutti i controlli richiesti per legge. E stavolta ci dovranno ascoltare. Non è possibile che dal campanile del MabUnesco e dall’Idrovia si debba osservare un incendio di tale portata. Potrebbe essere un rogo dovuto alla sfortuna o alla negligenza e quindi in parte giustificabile? Non lo sappiamo. Non fosse così, si sappia che si potrebbe trattare di un rogo di rifiuti contenenti resine e plastiche: ipotesi molto grave ma non distante dalla realtà. E fosse così sarei molto rammaricato per tutti i cittadini, per i volontari che nel tempo libero raccolgono rifiuti, per chi in questo luogo vuole crescere i propri figli. Siamo all'opposizione e ciò che possiamo fare è verificare l’operato di chi ci amministra, con non poche difficoltà». -
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