Il Reno resta a secco Stop ai prelievi d’acqua fino a nuovo ordine
Il deflusso minimo vitale è inferiore all’ultimo controllo L’Arpae blocca le pompe: deroghe solo in caso di pioggia
ARGENTA. Per agricoltori e allevatori o comunque coloro che prelevano acqua dal fiume Reno urge della pioggia abbondante. Il Dmv, ovvero il deflusso minimo vitale del Reno, è inferiore a quanto riscontrato otto giorni fa durante un controllo, e per questo motivo l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia – Romagna (Arpae), da ieri ha disposto «la sospensione dei prelievi idrici dai corsi d’acqua appartenenti al bacino idrografico del Fiume Reno», si legge nel documento pubblicato sul sito del Comune di Argenta.
gli interventi. Guardando poi nel dettaglio, ossia, ai comuni del territorio ferrarese che sono interessati a questa decisione, la sospensione del prelievo dal Reno è a valle della chiusa di Casalecchio e per ciò che riguarda Argenta, dalla Zena, l’Idice, il Sillaro e gli affluenti. Patrizia Vitali, responsabile del procedimento e appartenente alle Strutture Autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae, ha inoltre stabilito che, la decisione «ha efficacia per i titolari di autorizzazione provvisoria, di concessione di derivazione e per coloro che abbiano presentato un’istanza che legittima il prelievo nelle more della conclusione dell’iter istruttorio».
cosa fare. Per evitare poi che qualcuno ignori la decisione, ha stabilito che «al fine di facilitare l’attività di controllo connessa al divieto, gli utenti che prelevano a mezzo di pompe siano obbligati a rimuovere dal corso d’acqua la parte terminale delle apparecchiature di prelievo» e se non sono in grado di farlo, lo devono comunicare al più presto.
Come detto, il 9 luglio scorso, Arpae ha effettuato le misurazione lungo tutto il Reno e il deflusso minimo vitale del fiume è risultato inferiore a quanto previsto; non solo, all’agenzia risulta che, dalla previsioni meteo climatiche a medio periodo «non s’individuano variazioni che possano apportare precipitazioni significative tali da modificare in modo sostanziale il regime di deflusso in atto». Per questo motivo e per garantire la tutela dell’ecosistema fluviale, è stata presa la decisione.
gli agricoltori. Il disposto dell’Arpae, inoltre, precisa quando agricoltori, allevatori e anche aziende che utilizzano l’acqua per lavare i materiali (pietre, roccia), potranno tornare ad attingere dal Reno solamente quando «a seguito di precipitazioni si riscontri un deflusso pari o superiore al Dmv”. Ma attenzione: in queste condizioni, il prelievo riguarda esclusivamente l’abbeveraggio di animali da allevamento, la sola irrigazione dei frutteti-vigne, orticole e florovivaisti ma anche per impianti che hanno meno di tre anni di vita. Se poi, la sospensione riguarda l’uso con consumo umano per l’approvvigionamento idropotabile, allora può essere richiesta la deroga alla Regione. —
Giorgio Carnaroli. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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