Diamanti in banca Il grande inganno finisce in tribunale
Un caso pilota: risparmiatori accusano Mps e il venditore Sullo sfondo le multe Antitrust per informazioni scorrette
Banche e risparmiatori ancora contro in tribunale a Ferrara: questa volta la causa civile vede da una parte Monte Paschi Siena e Diamond Private Investment (Dpi) chiamate in causa per un risarcimento danni da due investitori ferraresi che acquistarono diamanti nel 2016 per 50mila euro, investimento che - come sta accadendo a Ferrara a tantissimi altri risparmiatori e in tutta Italia - si è rivelato un colossale buco. Gli avvocati Rossella Bighi e Pietro Muscettola chiamano in causa per conto dei propri clienti banca e fornitore di diamanti per una vicenda analoga a tante altre che vengono raccontate nelle cronache: in questo caso l’azione è stata portata avanti, spiegano i legali, a fronte della assoluta indisponibilità dell’istituto bancario. Questo non è il primo caso a Ferrara, ma potrebbe diventare un processo pilota perché è fissata l’udienza in tribunale civile per il prossimo 25 ottobre. La contesa tra i due risparmiatori e Monte Paschi nasce nel gennaio 2016 quando una addetta di una filale del rodigino propone l’investimento «garantito», che tale non era.
Un profilo non di rischio
Il primo rilievo che i legali pongono ai giudici è il mancato rispetto del profilo di rischio dei due ferraresi, non investitori. E soprattutto venne tratti in inganno poiché rassicurati che il valore dei diamanti si sarebbe moltiplicato in un paio di anni. Invece. Addirittura un funzionario della Dpi, mostrò ai due ferraresi copia del Sole 24 ore, con la quotazione dei diamanti, peccato fosse «informazione fasulla - spiegano i legali - in quanto non ufficiale e trattandosi di un articolo a pagamento della stessa Dpi»: un redazionale pubblicitario. Infine venne rilasciata loro la garanzia sui diamanti «di facile liquidabilità e rivendibilità», mentre i diamanti ancora oggi non si riescono a piazzare sul mercato, dopo lo scandalo.
Multe Antitrust per 15 milioni
Un grande inganno che ha portato l’Antitrust, ritenendo scorrette e ingannevoli le informazioni date dalle banche e dalle società che commercializzano diamanti, a multare, a fine 2017, per più di 15 milioni di euro, due società venditrici (la Idb, Intermarket Diamond Business e la stessa Dpi) e quattro banche: Intesa San paolo, Uncredit, Monte Paschi e Bpm. Nel caso ferrarese, ricordano gli stessi legali, vi era stato un tentativo di mediazione e Mps diede disponibilità alla restituzione dell’importo investito: ma «Mps - spiegano i legali - neppure ha partecipato alla mediazione obbligatoria». Dunque per i legali «il timore è che la banca stia cercando di prendere tempo, timorosa di una possibile sentenza negativa che potrebbe innescare centinaia di contenziosi»: dunque questa di Ferrara potrebbe diventare un possibile precedente giudiziario. Per Mps c’è tempo fino ad ottobre per farsi via: poi deciderà il tribunale. —
Daniele Predieri
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