Il Delta è sovraffollato Il sindaco bacchetta i dirigenti dell’ospedale
LAGOSANTO. Pazienti parcheggiati in reparti diversi rispetto al quello di ricovero, Pronto Soccorso in sofferenza operativa e scarsità di posti letto. Poteva iniziare con un «ve lo avevo detto già ad...
LAGOSANTO. Pazienti parcheggiati in reparti diversi rispetto al quello di ricovero, Pronto Soccorso in sofferenza operativa e scarsità di posti letto. Poteva iniziare con un «ve lo avevo detto già ad aprile», la nota del sindaco di Lagosanto Maria Teresa Romanini sulle difficoltà in cui versa l’Ospedale del Delta. Nella nota Romanini rileva che «siamo solo al 17 luglio e continua a verificarsi il sovraffollamento dell’ospedale del Delta, pazienti che dovrebbero essere ricoverati in Medicina e invece sono “appoggiati”in altre realtà (Cardiologia e Area Chirurgica B), Pronto Soccorso intasato, interventi ortopedici e chirurgici rimandati a data da destinarsi o inviati in altri presidi».
Così, anticipando i disservizi che si stanno verificando in questi giorni, il sindaco laghese sottolinea che «già dal 25 aprile si erano portate a conoscenza queste criticità sui giornali locali, dove si chiedeva alla Direzione Generale di non applicare chiusure di posti letto, né di ridurre l’attività operatoria, per evitare le situazioni spiacevoli degli anni passati». Ricordando - diceva a il sindaco - che siamo in estate e il territorio accoglie il triplo della popolazione rispetto ad altri periodi, grazie al turismo dei lidi Comacchiesi ed invece gli amministratori sono stati ignorati, forse meglio dire attaccati».
Per questo, in senso propositivo, Romanini suggerisce che «visto che la criticità segnalata è realtà, spero che ad oggi qualcuno riveda le affermazioni fatte e provveda a risolvere questa situazione per evitare di creare ulteriori disagi a questo territorio ed ai turisti e permettere al personale di lavorare in sicurezza e serenità». Ed avanza alcune proposte concrete: «il problema è solo dell’Ospedale del Delta e non di altri in provincia: si propone una riorganizzazione aziendale interna, con una veloce ma accurata valutazione di dove si svolge la maggior attività chirurgica ed internistica, in modo da confluire temporaneamente maggiori risorse umane e la riapertura dei posti letto». —
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