Il sindaco raccomanda: state chiusi in casa
L’ordinanza spiazza tutti dopo tre giorni di rassicurazioni. Proibite le verdure dell’orto e uova di galline allevate all’aperto
codigoro
Fino a tre giorni fa la situazione sembrava sotto controllo. L’incendio alla catasta di legna nel cortile dell’ex Falco, oggi Kastamonu, sembrava preoccupare poco gli amministratori, i vertici dell’azienda e anche le forze dell’ordine, al punto che tutti erano usciti sollevati dall’incontro con il prefetto. Forse è anche per questo che l’ordinanza contingibile e urgente (urgente oggi, o urgente con tre giorni di ritardo?) arriva sui cittadini come una doccia fredda. Niente finestre aperte, condizionatori spenti, frutta e verdura da non toccare, così come le uova da galline allevate all’aperto. Cosa è successo? Qualcosa è cambiato?
«In attesa di riscontri oggettivi sulla qualità dell’aria e dell’ambiente a cura di Arpae», il sindaco invita i cittadini a seguire una serie di comportamenti. In poche parole, ancora i dati di quello che si respirando non sono sul tavolo, ma nel frattempo, per precauzione il primo cittadino fa una serie di raccomandazioni.
Il sindaco raccomanda di rimanere all’interno degli edifici con porte e finestre chiuse, evitare sforzi fisici ed evitare di svolgere attività all’aria aperta, non utilizzare condizionatori con presa d’aria esterna e lavare frequentemente i filtri, evitare di cuocere cibi se sprovvisti di cappa di aspirazione collegata all’esterno e di passare l’aspirapolvere, tenere umidificate le vie aeree bevendo molta acqua e/o altri liquidi; evitare di consumare e/o somministrare cibi e bevande in aree esterne.
Insomma, ci sarebbe poco da stare tranquilli tanto è che qualcuno ha già messo in macchina «bambini, nonne e badanti e li ha portati altrove», come fa sapere il consigliere del Movimento 5 Stelle Claudio Dolcetti che intanto invita il sindaco a fare subito chiarezza su quanto sta accadendo.
È consigliabile, dunque, stare chiusi in casa. E sempre tra le misure precauzionali il sindaco Zanardi pone l’obbligo di tracciabilità delle foraggere raccolte dopo l’evento e divieto temporaneo di destinarle all’alimentazione animale; divieto di alimentare pecore e capre produttori di latte sul pascolo o con foraggi raccolti dopo l’evento; divieto di consumo alimentare dei prodotti della pesca provenienti dai canali della zona; divieto di consumo delle uova prodotte da galline allevate all’aperto, che si alimentano prevalentemente sul suolo; obbligo di tracciabilità del miele prodotto dopo l’evento.
Respirare attraverso un panno caldo umido può contribuire ad alleviare secchezza e fastidio, si legge sempre nell’ordinanza. Ma anche evitare di consumare e/o somministrare cibi e bevande in aree esterne. Nel caso si consumi frutta e verdura raccolta nei propri orti, utilizzare abbondante acqua corrente e potabile per lavarla e di seguito asciugarla bene. Lavare anche frutta e verdura che verrà sbucciata e consumare senza buccia tutta la frutta e la verdura possibili. «Si rammenta che la porzione ragionevole è di 3 frutti medi al giorno e di 1,5/2 litri di acqua. Importante rivolgersi al proprio medico se si hanno sintomi come dolore toracico, costrizione toracica, mancanza di respiro o grave affaticamento, soprattutto se affetti da malattie polmonari e cardiache». Insomma, intanto si può stare tranquilli. —
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