La linea è fantasma Ma dalla Regione arriva anche la “promozione”
portomaggiore La linea ferroviaria Dogato-Portomaggiore è chiusa da un anno e l’assessore regionale ai Trasporti Donini era stato chiaro: nessun treno ci passerà più. Suona dunque quantomeno strano...
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La linea ferroviaria Dogato-Portomaggiore è chiusa da un anno e l’assessore regionale ai Trasporti Donini era stato chiaro: nessun treno ci passerà più. Suona dunque quantomeno strano il riconoscimento arrivato dalla Regione che promuove in sicurezza quattro tratte ferraresi, tra cui anche la Dogato-Portomaggiore. Novità in vista per la linea in questione? I treni potrebbero tornare a circolare e il progetto per la realizzazione di una pista ciclabile tornare nel cassetto? A quanto pare no.
A spiegare il perché si parla ancora di una linea che non esiste più, è il consigliere regionale Pd Paolo Calvano. Va premesso che il riconoscimento è arrivato dell’ente che si occupa di indirizzo e controllo sulla sicurezza ferroviaria dopo un anno mezzo di verifiche puntuali sul sistema di gestione sicurezza sulle infrastrutture, sia nella progettazione che nella manutenzione e funzionamento.
«La macchina si è messa in moto dunque prima della chiusura della linea – spiega Calvano – L’autorizzazione è prevista da un decreto ministeriale del 2016 ed è necessaria per poter gestire e far funzionare le infrastrutture. Il fatto che sia arrivata oggi è perché si è andati avanti». E aggiunge, «la linea non funziona ma c’è, le certificazioni servono». In poche parole, finché la Dogato-Portomaggiore non sarà smantellata, deve continuare a rispondere a tutta una serie di criteri.
Effettivamente oggi il riconoscimento sembra una nota stonata. E forse sarebbe stato meglio evitare di inserirlo tra le tratte “promosse in sicurezza”, facendo così solo salire i numeri per la provincia di Ferrara contando anche un fantasma che sarebbe meglio nascondere considerato come sono andate le cose.
A meno di un anno dall’apertura al traffico, avvenuta il 3 ottobre 2016 e con soli 8 mesi di servizio all’attivo (le corse erano state sospese già con l’entrata in vigore dell’orario estivo l’11 giugno 2017) l’assessore regionale ai Trasporti dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha comunicato di aver deciso la chiusura definitiva della linea. «Non potevo lasciare una ferrovia senza treno e oggi non posso lasciare un treno senza passeggeri. Sul treno viaggiava un solo passeggero e dopo alcuni mesi di sperimentazione abbiamo constatato che il servizio non viene utilizzato e i costi per la gestione dello stesso non sono congrui alle reali necessità», ha spiegato il politico.
Cosa fare allora di una linea costata 15 milioni di euro e mai usata? La ferrovia Dogato-Portomaggiore è già morta e sepolta. Ed ora al posto della tratta ferroviaria si pensa di costruire una pista ciclabile lunga 13 km. Errori madornali commessi all’inizio quando si pensò a costruire questa tratta e poi strada facendo quando i lavori erano interminabili e, alla fine, ne risultò una tratta inutile visto che anche il collegamento con il Polesine è venuto meno in quanto la Regione Veneto non ha mai considerato prioritario il collegamento da Adria a Codigoro. —
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